Skip to main content

2026

  • Project Management News – August 2026 PM World Journal

    L'edizione di agosto 2026 del PM World Journal si concentra fortemente sull’evoluzione tecnologica e metodologica. Il tema centrale è l’impatto dell’IA sull’intera disciplina del project management. Gli autori mettono in discussione le tradizionali metriche dei progetti. Grande attenzione è dedicata alla governance di ecosistemi digitali complessi. Vengono proposti nuovi modelli per la gestione dei costi e della sostenibilità.

    Apriamo con l’articolo di Antonio Nieto-Rodriguez, “The Success Illusion”, nel quale l’autore smantella il mito secondo cui finire “in tempo e nei costi” sia un sinonimo del successo. Dimostra infatti come i progetti moderni richiedano una radicale ridefinizione del valore, focalizzandosi sui reali benefici generati a lungo termine dal progetto, piuttosto che sul mero rispetto di vincoli operativi rigidi e superati.

    Il secondo articolo è quello di Dzmitry Dudzin, “Why the AI Race in Project Management Is Shifting Accountability Away From Humans and Onto Flawed Algorithms”. L’autore affronta il delicato passaggio di consegne tra l’uomo e la tecnologia nella gestione dei progetti. La critica riguarda la cieca fiducia riposta nei software, evidenziando il rischio che la responsabilità decisionale venga pericolosamente delegata ad algoritmi fallaci, privando il management dell’indispensabile fattore umano.

    Segue l’articolo di Sreesudha Ayyalasomayajula dal titolo “Governing multi-Vendor Digital Ecosystems”. Con questo contributo l’autrice offre una guida strategica per affrontare le complesse forniture tecnologiche moderne. In particolare, propone un modello di governance per gestire con successo diversi Vendor IT, garantendo allineamento degli obiettivi, riducendo i conflitti di interesse e migliorando l’efficienza nella consegna di interi ecosistemi integrati.

    Il quarto contributo che proponiamo è quello di Thomas Walenta dal titolo “Budgets Kill Projects”. L’autore condivide una provocatoria analisi che mette in discussione la “sacralità” dei budget tradizionali. Walenta spiega come lo stanziare risorse fisse per i progetti, possa paradossalmente bloccare l’innovazione e portare perfino al fallimento dei progetti. Per superare questo limite, suggerisce approcci finanziari più flessibili, orientati al valore continuo del business.

    Segue il contributo di Harold Kerzner e Al Zeitoun dal titolo “The importance of early warning signs”. In questo articolo i due esperti mondiali di project management spiegano come identificare i segnali deboli di crisi prima che si trasformino in fallimenti sistemici. Il testo si concentra sulle metriche predittive necessarie per guidare la resilienza organizzativa nei progetti ad alta incertezza.

    Concludiamo con il contributo di Alexandre Rodrigues dal titolo “Extending Earned Value Management”. In questo articolo tecnico, l’autore propone un framework validato e sperimentato sul campo sull’applicazione dell’EVM ai contratti a prezzo fisso. L’intento è quello di superare i limiti dell’approccio tradizionale, separando le prospettive di costi e valore tra cliente e fornitore, garantendo una maggiore previsione dei risultati di progetto. Così facendo la prospettiva del fornitore viene basata sui costi reali, mentre quella del cliente sul valore delle milestone raggiunte, il tutto attraverso l’introduzione di un indicatore EVM misto che permette di controllare questo meccanismo.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove sono disponibili tutti gli articoli completi. Segnaliamo inoltre il report del primo semestre 2026 sullo stato dell’arte del project management in Italia a cura di Alessandro Quagliarini.

    Link agli articoli completi (PM World Journal – agosto 2026)

    • Antonio Nieto-Rodriguez – The Success Illusion – leggi l’articolo
    • Dzmitry Dudzin – Why the AI Race in Project Management Is Shifting Accountability Away From Humans and Onto Flawed Algorithms – leggi l’articolo
    • Sreesudha Ayyalasomayajula – Governing multi-Vendor Digital Ecosystems – leggi l’articolo
    • Thomas Walenta – Budgets Kill Projects – leggi l’articolo
    • Harold Kerzner & Al Zeitoun – The importance of early warning signs – leggi l’articolo
    • Alexandre Rodrigues – Extending Earned Value Management – leggi l’articolo
  • Project Management News - July 2026 PM World Journal

    L'edizione di luglio 2026 del PM World Journal propone una selezione di contributi che ruota attorno a tre grandi aree: l'integrazione dell'intelligenza artificiale nella governance dei progetti, l'evoluzione dei modelli di controllo e di allineamento organizzativo, e la necessità di ripensare pratiche e competenze per affrontare sfide sempre più complesse. Dalla prima norma globale sull'AI applicata al project management fino alla trasformazione dei PMO e dei percorsi formativi, il denominatore comune è la ricerca di strumenti funzionali al processo decisionale per generare valore nel lungo periodo.

    Apriamo con Massimo Pirozzi, autore di “On the First Global Standard for Artificial Intelligence in Project Management: What It Is, Why It Matters, and What It Changes”, dedicato all’introduzione di un primo standard globale sull'AI applicata a portfolio, programmi e progetti. Il contributo evidenzia come l'intelligenza artificiale debba essere governata attraverso principi chiari di responsabilità, rischio e supervisione umana, trasformando l'adozione dell'AI in una pratica manageriale strutturata.

    Segue l'articolo di Dinesh Sharma e Bhavika Nayyar, “Sustainable Project Management: Building a Future-Proof Approach for Lasting Success”, che propone di integrare la sostenibilità tra i vincoli fondamentali del progetto. Gli autori introducono l'“Agile Project Management Pyramid”, un modello pensato per misurare impatti ambientali, sociali ed economici insieme alle tradizionali metriche di performance.

    Di taglio più operativo è il lavoro di Tom Crow, Shankar Sankaran, Ted Tooher e John Templeman, “Enhancing Gateway Reviews with Governance Maturity Models”. Gli autori sostengono che molti insuccessi derivano da debolezze nella governance più che da problemi tecnici e propongono l'uso dei modelli di maturità per valutare accountability, cultura organizzativa e qualità dei processi decisionali.

    Con “Different Failures, Same Structure: Why Governance Breaks Down Across Sectors”, Sudhir Taneja analizza le cause profonde dei fallimenti di governance. Attraverso casi provenienti da contesti differenti, mostra come accountability poco chiara, visibilità limitata e processi di escalation inefficaci rappresentino schemi ricorrenti indipendentemente dal settore.

    Luca Paolo Giuseppe Prinzio, in “Misaligned Stakeholders: How to Diagnose the Gap Between Formal Approval and Operational Reality”, affronta il tema del disallineamento tra approvazioni formali e realtà operativa. La tesi è che firme, charter e matrici RACI non garantiscano automaticamente il successo del progetto: il vero compito del project manager è individuare i disallineamenti nascosti prima che producano ritardi o conflitti.

    Da segnalare anche Konstantin Lagutin con “From PMO to AI-Powered Investment Protection System”, che descrive l'evoluzione del PMO da struttura di reporting a sistema di protezione degli investimenti supportato dall'AI. L'obiettivo per esso non è produrre più dati, ma diventa la riduzione del ritardo decisionale attraverso una visione integrata delle informazioni critiche di progetto.

    Chiude la rassegna “Managing Academic Transformation: Lessons from Redesigning a Graduate Project Management Curriculum”, dedicato alla revisione di un programma universitario di project management. Il contributo mostra come anche la trasformazione dei percorsi formativi richieda gli stessi strumenti di governance, stakeholder management e change management utilizzati nei progetti complessi.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove sono disponibili tutti gli articoli completi.

    • Massimo Pirozzi – On the First Global Standard for Artificial Intelligence in Project Management: What It Is, Why It Matters, and What It Changes – leggi l'articolo
    • Dinesh Sharma & Bhavika Nayyar – Sustainable Project Management: Building a Future-Proof Approach for Lasting Success – leggi l'articolo
    • Tom Crow, Shankar Sankaran, Ted Tooher & John Templeman – Enhancing Gateway Reviews with Governance Maturity Models – leggi l'articolo
    • Sudhir Taneja – Different Failures, Same Structure: Why Governance Breaks Down Across Sectors – leggi l'articolo
    • Luca Paolo Giuseppe Prinzio – Misaligned Stakeholders: How to Diagnose the Gap Between Formal Approval and Operational Reality – leggi l'articolo
    • Konstantin Lagutin – From PMO to AI-Powered Investment Protection System – leggi l'articolo
    • Anna Ladipo – Managing Academic Transformation: Lessons from Redesigning a Graduate Project Management Curriculum – leggi l'articolo
  • Project Management News – June 2026 PM World Journal

    L'edizione di giugno 2026 del PM World Journal ha un filo conduttore chiaro: l'intelligenza artificiale entra ormai stabilmente nel project management, ma il vero protagonista resta l'essere umano. Tra trasformazione del PMO, evoluzione della leadership, competenze "invisibili", sostenibilità e impatto sociale, ecco i contributi più significativi del numero.

    Apriamo con Aina Aliieva e Massimo Pirozzi, "The AI-Augmented PMO: From Automation to Decision Intelligence, Value, and Responsible Transformation", che ribalta la narrazione sull'IA nei Project Management Office: la vera trasformazione non è automatizzare le attività, ma aumentare il giudizio umano. Il PMO passa così da funzione di controllo a funzione di intelligence e advisory, con governance chiara e responsabilità sempre in capo alle persone.

    Prosegue l'intervista di Archana Choudhary a Nagendra Roy, "Rewiring the PMO for the AI Era": il PMO tradizionale, orientato a reportistica e controllo, deve diventare un "motore di trasformazione" e un "confidence engine" per i leader aziendali. Il messaggio è netto: non sarà l'IA a sostituire i PMO, ma i PMO capaci di usarla a superare quelli che non lo fanno.

    Segue il contributo di Richard Maltzman e Luigi Morsa, "From Project Manager to Project Leader", secondo cui l'intelligenza artificiale non sostituisce la leadership ma la amplifica. Software di performance management, neuroscienze (le "7 abitudini" di Covey, il modello SCARF) e servant leadership accompagnano il passaggio dal coordinare compiti al guidare le persone.

    Luca Paolo Giuseppe Prinzio, in "The Invisible Competencies of the Project Manager: Why Projects Fail Despite Good Methodologies", spiega perché i progetti falliscono pur essendo gestiti "secondo le regole": il problema è la distanza tra il sistema formale e il sistema reale, fatto di potere, ambiguità e relazioni. Introduce così le competenze "invisibili" del PM – assertività, negoziazione, consapevolezza organizzativa, gestione dell'ambiguità – che l'IA, automatizzando il lavoro documentale, rende ancora più preziose.

    Di taglio più concettuale è l'articolo di Isaac Odhiambo-Abuya, "Sustainability Transition Imaginaries: The Role of Projects and Project Management", che legge i progetti come spazi vivi dove gli "immaginari" della sostenibilità vengono sperimentati e contesi, e non come semplici condotti di esecuzione. Il project manager diventa così "custode" di queste visioni e vero agente di cambiamento.

    Da segnalare l'intervista di Yasmina Khelifi alla Dr. Ashley Forsyth (PMI), dedicata al volto sociale del project management: tra PMI Educational Foundation, Project Managers Without Borders e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, la disciplina genera impatto concreto, con oltre 4,6 milioni di esperienze di apprendimento nel solo 2025.

    Chiude la rassegna la recensione di Pernel Roberts al saggio "Don't Be Yourself" di Tomas Chamorro-Premuzic, che mette in discussione il "culto dell'autenticità": per chi guida persone, la leadership efficace non è auto-espressione, ma autoconsapevolezza, adattabilità e capacità di anteporre l'impatto all'identità.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove sono disponibili tutti gli articoli completi.

    Link agli articoli completi (PM World Journal – giugno 2026)

    • Aina Aliieva & Massimo Pirozzi — The AI-Augmented PMO — leggi l'articolo
    • Archana Choudhary — Rewiring the PMO for the AI Era (intervista a Nagendra Roy) — leggi l'articolo
    • Richard Maltzman & Luigi Morsa — From Project Manager to Project Leader — leggi l'articolo
    • Luca Paolo Giuseppe Prinzio — The Invisible Competencies of the Project Manager — leggi l'articolo
    • Isaac Odhiambo-Abuya — Sustainability Transition Imaginaries — leggi l'articolo
    • Yasmina Khelifi — Intervista a Ashley Forsyth (PMI) — leggi l'articolo
    • Pernel Roberts — Recensione "Don't Be Yourself" — leggi l'articolo

    Davide Raguso, ISIPM Young

  • Project Management News – May 2026 PM World Journal

    Anche a maggio torna la nostra rubrica dedicata al PM World Journal!

    L’edizione di maggio offre importanti approfondimenti su temi attuali e di tendenza per il project management, con particolare riferimento all’Agentic AI e alle metodologie per superare silos organizzativi. Sono inoltre trattati temi cruciali relativi a rischi su supply chain, governance dei dati nelle grandi infrastrutture digitali e alla fiducia aziendale verso l’adozione delle tecnologie di AI. Il numero esplora l’evoluzione del ruolo del Project Manager chiamato oggi a definire la responsabilità etica degli algoritmi e a guidare gruppi sempre più ibridi “uomo-macchina”. Con questa rassegna siamo lieti di segnalarvi i contributi di maggiore interesse ed attualità condivisi nel PMWJ di questo mese.

    Apriamo con l’articolo di Archana Choudhary dal titolo “Agentic AI in Project Management: Are We Ready for Autonomous PMs?”, nel quale viene trattato il passaggio dai tradizionali assistenti AI testuali agli “Agentic AI”, capaci di operare con minima supervisione umana. L’autrice analizza l’impatto etico e operativo di questa transizione, sottolineando come i sistemi di “Agentic AI” siano meno futuristici di quanto normalmente si pensa. Tali sistemi sono in grado di gestire attività complesse in totale autonomia, identificare ed eliminare colli di bottiglia operativi, gestire stakeholder e identificare rischi connessi alle varie scelte strategiche dei progetti. La questione centrale sollevata nell’articolo è soprattutto legata a quanto le organizzazioni siano davvero pronte a integrare questi sistemi, favorendo team sempre più ibridi “uomo-AI”.

    Altro contributo è quello di Ashley Essick con l’articolo intitolato “AI Accountability Is Already PM Work: Why Project Managers Should Lead the Guardrails Conversation Now”. L’adozione dell’AI nei team di progetto sta sempre più esponendo le aziende ai rischi di “Shadow AI” e al rischio di output non validati. Con questo articolo l’autrice dimostra che la governance dell’AI è a tutti gli effetti un compito cruciale del Project Manager, essendo questo il custode della responsabilità dei risultati di progetto. Nell’articolo viene proposto un framework pratico per integrare in sicurezza l’AI nei progetti, sottolineando come questa tecnologia automatizza i processi ma non solleva l’uomo dal dover prendere decisioni, validare risultati e assumersi responsabilità.

    Il terzo articolo che proponiamo è invece quello di Luca Paolo Giuseppe Prinzio dal titolo “The Team Performance Paradox”. L’articolo esplora il “paradosso delle performance”, dimostrando come un singolo comportamento tossico (ad esempio: apatia, pessimismo o altro) possa ridurre l’efficienza di un team fino al 40%. L’autore evidenzia che la maggior parte dei fallimenti non è dovuto a carenze tecniche ma è invece legato a logoramenti relazionali, spesso oggi più complessi da identificare prematuramente per via del lavoro da remoto. Il testo invita i PM a adottare KPI relazionali e utilizzare l’AI per intercettare i rischi comportamentali prima che si trasformino in crisi sistemiche. In tal senso la figura del Project Manager viene vista come un “regolatore sociale” e custode della coesione del gruppo.

    Il quarto articolo che suggeriamo è invece quello di Jeff Oltmann dal titolo “How to Turn Organizational Silos into Results. In questo saggio l’autore dimostra che il fallimento dei grandi progetti interconnessi non dipende dall’esecuzione, ma dalla mancanza di integrazione strutturale tra i vari silos aziendali. Spesso molti leader creano macro-progetti ingestibili o basati su fragili coordinamenti spontanei. J. Oltmann consiglia l’adozione di Program Management come soluzione metodologica per centralizzare la responsabilità dei risultati, favorendo una stretta interconnessione tra i vari gruppi di progetto. Gestendo in modo proattivo i rischi e i compromessi strategici, si convertono i singoli compartimenti stagni in risultati di business coerenti ed efficienti.

    L’ultimo articolo è quello di Monica M. Hernandez dal titolo “Why Projects Misalign: The Seven-Question Execution Hypothesis”, nel quale viene identificata la causa strutturale per cui la maggior parte delle iniziative di allineamento dei progetti falliscono. Secondo l’autrice i team commettono l’errore logico e temporale di iniziare la conversazione analizzando il presente con il fine di definire il futuro del progetto. Poiché ogni membro vive e sperimenta il presente in modo diverso, questo genera visioni frammentate della direzione finale del progetto stesso. Per superare questo ostacolo, l’autrice propone una completa inversione di tale sequenza con l’utilizzo del “Seven-Question Execution Hypothesis”, uno strumento rapido per mappare un’immagine condivisa del traguardo che allinei tutto il gruppo sugli obiettivi finali, prima ancora di approfondire la situazione attuale. Grazie a questo approccio è inoltre possibile ottimizzare la pianificazione con l’AI, alimentandola con un quadro iniziale completo e con obiettivi finali ben definiti.

    Per gli articoli completi ed ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a consultare il sito del PM World Journal.

    Matteo Ragnelli, ISIPM Young

  • Project Management News - April 2026 PM World Journal

    Ben ritrovati con la nuova edizione della nostra rubrica dedicata al numero di Aprile 2026 del PM World Journal, ricco di approfondimenti e spunti di riflessione significativi per aggiornare la nostra conoscenza sul mondo del Project Management.

    Tra i numerosi contributi di sicuro interesse vogliamo mettere in evidenza l'intervista alla direttrice del PMI cinese Miranda Wang, che riporta una panoramica della disciplina nel lontano scenario asiatico; successivamente Luca P.G. Prinzio tratta nel suo articolo di Cybersecurity nel mondo della PA, e delle metodologie più diffuse per il suo rafforzamento sistematico. Di seguito troviamo un articolo dell'esperto Mark Reeson, che illustra il ruolo, la composizione e le fonti di alimentazione "organizzative" di un PMO performante. Approfondisce l'argomento anche Tony Prensa, nel suo contributo volto a illustrare il valore del PMO all'interno di un'organizzazione nel raggiungimento degli obiettivi strategici. In conclusione, segnaliamo il Report di Aprile 2026 del nostro socio Alessandro Quagliarini, per rimanere sempre aggiornati sullo stato di diffusione del Project Management in Italia, e sugli eventi ad esso legati.

     Yasmina Khelifi, relatrice di spicco del PM World Journal, intitola "We will continue to elevate project management from a tactical function to a core strategic capability" la sua intervista a Miranda Wang, una delle donne di maggior rilevanza nel mondo del business cinese, nonché direttrice del PMI relativo all'area medesima. In essa la manager ci introduce alla concezione e alle logiche di applicazione del Project Management in un ambiente socio-politico-economico, quello cinese, profondamente diverso da quelli esistenti presso le democrazie liberali occidentali, spiegando il ruolo delle associazioni come PMI all'interno del cambio di passo del sistema economico e lavorativo nazionale e fornendo una visione futura della disciplina alla luce dei recenti sviluppi tecnologici, che renderanno il Project Management ancor più efficace e sistematicamente inserito nelle logiche organizzative.  

    Nel suo ultimo contributo, dal titolo "Cybersecurity as the New Frontier of Project Management in Public Administration", Luca P.G. Prinzio, PM e specialista di Basi di Dati e Sicurezza Informatica, illustra l'evoluzione nell'importanza della Cyber-sicurezza all'interno dell'operato della Pubblica Amministrazione, che è passata nel tempo da pura formalità legale a driver di sviluppo, resilienza operativa e creazione di valore pubblico. A questo aumento della rilevanza sono coincisi diversi sviluppi tecnologici, metodologici e organizzativi, illustrati nel corpo dell'articolo dall'autore, che sono in misure differenti già stati adottati in diversi servizi pubblici e che prefigurano, tramite una visione progettuale del valore dei servizi offerti, la necessità di nuove figure di  Project Manager in grado di armonizzare l'esecuzione e il controllo delle diverse attività legate alla sicurezza e fruibilità dei dati nelle Pubbliche Amministrazioni.

    Una conoscenza familiare ai Project Manager che lavorano in realtà mediamente strutturate è il Project Management Office (PMO), un'entità che, se sfruttata a dovere e inserita correttamente nei meccanismi delle organizzazioni, permette la traduzione delle strategie aziendali in sequenze di progetti, più o meno correlati tra loro. Nel suo trattato "The Anatomy of the PMO", l'esperto professionista e divulgatore Dr. Mark Reeson presenta un parallelismo fortemente coerente tra la suddetta struttura aziendale e il funzionamento di un organismo animale, riuscendo a delineare il ruolo, la struttura e le azioni del PMO all'interno organismo "aziendale" in tutte le sue fasi di vita, individuando le criticità che si possono riscontrare per una sua crescita e sviluppo  e prescrivendo alcune buone pratiche, da attuare su diversi piani di potere all'interno di un'organizzazione, per mantenerlo in salute e farlo performare al massimo della sua funzionalità.

    Il PMO rimane il tema centrale anche del prossimo articolo consigliato, ovvero "Executive Perceptions and PMO Influence: Cognitive Foundations for Recognizing Strategic Value in Project Management Offices". L'esperto di strategia aziendale e teorico esperto sull’argomento, Dr. Tony Prensa, ha focalizzato la sua analisi sulle diverse forme in cui l’importanza del PMO può essere percepita dalla dirigenza di un’impresa, trovando che spesso il solo resoconto di risultati, per quanto positivi, non sia sufficiente per creare una percezione e una fiducia adeguati rispetto al contributo offerto. Di conseguenza, l’autore scompone gli elementi della "narrativa" riguardanti il valore del PMO in alcuni domini che, se maneggiati con cura, possono modificare in meglio il riconoscimento dell’operato del PMO e del suo contributo globale all’organizzazione.

    Infine, il report "2025 Achievements and 2026 Plans of Italy’s Project Management Associations (Project Management Update from Rome)", del nostro socio ed esperto professionista Alessandro Quagliarini, offre una  panoramica preziosa per inquadrare lo stato dell’arte e le iniziative della nostra e delle altre associazioni di Project Management in Italia, confermando le grandi prospettive di diffusione e di adozione della nostra disciplina in campo nazionale.

    Mauro D'Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - March 2026 PM World Journal

    Anche a marzo torna la nostra rubrica dedicata al PM World Journal, con una selezione di articoli che attraversano i territori dell'intelligenza artificiale applicata ai progetti, della resilienza nel settore oil & gas, e della nuova leadership orientata ai progetti. Dall'integrazione tra economic intelligence e project management alla riflessione su come guidare organizzazioni verso il futuro, questo numero offre una panoramica ricca di spunti per interpretare le sfide del project management contemporaneo.

    Apriamo con l'intervista di Yasmina Khelifi ad Anna Ladipo, "Project management today is far more than a technical discipline", che esplora il ruolo della professoressa Ladipo come Academic Director del Project Management Program alla University of Texas at Dallas. Attraverso il suo percorso globale e la sua esperienza corporate, Ladipo racconta come il project management si sia evoluto da disciplina tecnica a vera e propria capacità di leadership che influenza l'esecuzione strategica, la gestione del cambiamento e la creazione di valore nelle organizzazioni. L'intervista tocca temi fondamentali: il design dei programmi executive, il ponte tra teoria e pratica, e il ruolo dell'inclusività nell'apprendimento professionale.

    Particolarmente interessante è il contributo di Khalid Zaki Alawaji e Anwar Zumah, "Increase Oil and Gas Projects Resilience to Mitigate Materials Procurement High Risks", che affronta il tema critico della resilienza nei progetti oil & gas attraverso la gestione dei rischi di procurement. Gli autori mappano le cause più comuni di ritardo nella fase di approvvigionamento dei materiali e sviluppano piani di risposta a breve e lungo termine per i progetti material-driven. Il paper sottolinea come l'identificazione iterativa dei rischi durante tutte le fasi del ciclo di vita del progetto possa ridurre l'incertezza e contribuire al successo, specialmente in un contesto di domanda energetica crescente nei prossimi 24 anni.

    Di grande valore accademico è anche il contributo del Prof. Dr. M.F. Harake, "Project Management and Economic Intelligence: A Conceptual Analysis", che esplora la relazione tra project management ed economic intelligence. L'autore dimostra come l'integrazione tra questi due ambiti migliori l'allineamento strategico, il risk management e la capacità di risposta organizzativa. L'economic intelligence fornisce insight critici durante tutto il ciclo di vita del progetto, supportando la selezione, la pianificazione e il decision-making adattivo. Un'analisi densa che lega intelligence ed esecuzione in un framework concettuale solido e applicabile.

    L'articolo di Bob Prieto, "AlphaFold for Projects", presenta invece un'innovazione dirompente: l'applicazione combinata di tecnologie AI ispirate ad AlphaFold di DeepMind e all'approccio di reasoning di DeepThink per il project management. Prieto propone di trattare progetti come strutture apprendibili, dove task, assunzioni, dipendenze e stakeholder sono rappresentati come grafi strutturati. Il modello ibrido produce confidence scores per ogni elemento, permettendo governance più consistente, escalation precoce e decisioni di rebaselining basate su evidenze. Una visione affascinante del futuro del project management attraverso l'intelligenza artificiale applicata a Large Complex Projects.

    Molto pratico è l'articolo di Muhammad Abdulqadir Kabir, Muhammad Umar Faruq e Aliyu Abubakar, "Assessment of the Application of Project Management Tools and Techniques used for Building Construction Project Delivery", che analizza l'uso di strumenti e tecniche di project management nel settore delle costruzioni in Nigeria. Lo studio quantitativo rivela che mentre strumenti come Appraisal, WBS, PERT e Gantt chart sono ampiamente utilizzati, tecniche come EVM, GERT e Analogous Estimation rimangono sottoutilizzate. Gli autori suggeriscono che una maggiore adozione di questi strumenti potrebbe migliorare significativamente l'efficacia nella delivery dei progetti costruttivi.

    Chiude la serie l'articolo di Antonio Nieto-Rodriguez, "From Operations-Led to Project-Led Leadership: Reimagining Project Management for a New Era", che affronta la necessità di passare da una leadership orientata alle operations a una leadership project-led. Nieto-Rodriguez sostiene che mentre la leadership operazionale è ottimizzata per la stabilità, efficienza e controllo, il valore nelle organizzazioni moderne viene creato sempre più attraverso il cambiamento: trasformazione digitale, integrazione AI, transizioni verso la sostenibilità. L'autore critica la "stability trap" e invita i leader a sviluppare una mentalità progettuale capace di gestire l'incertezza, le priorità ambigue e le risorse scarse. Un invito forte a ridisegnare il futuro delle organizzazioni.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove sono disponibili tutti gli articoli completi.

    Davide Raguso, ISIPM Young

  • Project Management News - February 2026 PM World Journal

    L’edizione di febbraio del PM World Journal offre importanti spunti su temi di tendenza nel project management moderno, con particolare attenzione a tecnologie innovative e all’intelligenza artificiale applicate al controllo e alla gestione dei progetti. Sono inoltre trattati temi cruciali quali trasformazioni organizzative, leadership e risk assessment. Con questa rassegna siamo lieti di segnalarvi i contributi di maggiore interesse ed attualità condivisi nel PMWJ di questo mese.

    Apriamo con l’articolo di Pirozzi M. e Apponi F. dal titolo “From Opinion-Based to AI-Augmented Project Management: Evidence-Based Decisions, Measurably Better Outcomes, and Effective Bias Management”. Mediante un approccio concettuale supportato da autorevoli dati provenienti da report PMI, gli autori sottolineano l’importanza dell’uso strategico dell’AI per superare bias cognitivi e aumentare le capacità del project manager nel prendere decisioni basate su evidenze e dati oggettivi. In tal senso l’AI può aiutare a guidare i progetti verso il successo, evitando rallentamenti o fallimenti derivati da decisioni puramente basate su opinioni o esperienza, facilitando pertanto il passaggio verso una gestione basata su prove e dati concreti.

    Sempre sul tema AI segnaliamo il contributo di Antoniadis D. con l’articolo intitolato “Future technologies and project control” nel quale viene analizzato il notevole impatto delle nuove tecnologie emergenti, quali ad esempio AI, machine learnig e IoT, per agevolare il passaggio da una gestione dei progetti reattiva e manuale ad una predittiva e trasparente. L’integrazione di queste tecnologie con le attuali strutture di project management può migliorare l’accuratezza, l’affidabilità decisionale e rendere resiliente la gestione dei complessi progetti moderni.

    Il terzo articolo è invece quello di Tauseef Arshad dal titolo “From Deterministic Schedules to AI Forecasting: Advisory Insights from Mega EPC Projects”. L’autore, sulla base della propria esperienza sul campo, propone l’AI come l’elemento centrale per superare le classiche, rigide e ormai obsolete pianificazioni temporali nei grandi progetti EPC. Suggerisce ai PM di evolvere questo sistema, favorendo la transizione verso una gestione più dinamica e con minori incertezze, sfruttando a pieno le ottime doti di analisi e previsione temporale dell’AI.

    Il quarto articolo è invece quello di Yasmina Khelifi dal titolo “Cultivate Gratitude: A Leadership Skill for Project Managers”. In un contesto nel quale quasi tutti i progetti sono caratterizzati da stringenti scadenze, forte stress, stakeholder complessi e alti rischi, diventa indispensabile per i project manager ‘coltivare la gratitudine’ del gruppo, utilizzando questa abilità come una competenza di leadership strategica. L’autrice, partendo dall’etimologia della parola ‘gratitudine’, definisce tutti i benefici che possono derivare da questa pratica, propone esempi concreti di applicazione nel project management e consiglia alcune buone pratiche che permettono di ‘coltivarla’ quotidianamente.

    L’ultimo articolo è quello di M.F.Harake dal titolo “Managing Uncertainty and Interdependencies in Megaprojects: A Complexity and Systems Thinking Perspective”. In questo articolo l’autore analizza come l’incertezza intrinseca, i bias decisionali e le interdipendenze non lineari siano le cause principali dei ritardi e dei costi elevati nei megaprogetti. Per superare questo è necessaria una governance flessibile, che sappia trasformare le minacce in importanti opportunità, favorendo il passaggio verso modelli di risk management avanzati che meglio si adattano alle interconnessioni e all’imprevedibilità dei megaprogetti.

    Per gli articoli completi ed ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a consultare il sito del PM Wolrd Journal.

    Matteo Ragnelli, ISIPM Young

  • Project Management News - January 2026 PM World Journal

    Torna il nostro appuntamento con il PM World Journal, con una nuova selezione di contributi che affrontano alcune delle sfide più attuali del Project Management. Anche in questa edizione proponiamo una lettura guidata degli articoli che riteniamo di maggiore interesse per i professionisti del settore.

    Apriamo con l’intervista di A. Aiiva a M. Casinelli, che propone un approccio evoluto alla pianificazione dei tempi nei progetti complessi, mostrando come il float possa trasformarsi da semplice margine di sicurezza a leva strategica di controllo e comunicazione. Segue l’articolo di A. Sadek, focalizzato sul tema cruciale del rischio, che mette in luce il divario comunicativo tra livello esecutivo e direzionale e sottolinea il valore di pratiche strutturate e condivise per una gestione realmente proattiva. Di taglio più innovativo è il contributo di B. Prieto, che introduce un insieme di metriche ispirate alla fisica quantistica per interpretare e governare la complessità dei grandi progetti, ampliando il perimetro del Project Management tradizionale. Chiude la selezione l’articolo di A. Nieto-Rodriguez, che invita le organizzazioni a ripensarsi come “project-driven”, superando i limiti di un’adozione puramente tattica dell’Agile e ponendo i progetti al centro della creazione di valore strategico.

    Massimoluigi Casinelli, consulente senior con oltre 30 anni di esperienza in project planning e controllo, illustra nel sua intervista Float Mapping in Practice: Managing Time, Risk and Alignment come il concetto di float mapping possa trasformare la gestione dei tempi nei progetti complessi. Basato sull’esperienza di un progetto metro da €6 miliardi, il metodo va oltre il classico Critical Path Method, mostrando come i buffer temporali distribuiti tra le attività possano diventare una risorsa strategica. Attraverso la classificazione dei percorsi e delle milestone in livelli di criticità, il float mapping rende visibili i rischi, consente interventi tempestivi e facilita l’allineamento tra contractor, committente e stakeholder. Casinelli evidenzia anche come il metodo possa essere adattato a progetti di scala più ridotta, concentrandosi sui punti chiave per garantire visibilità, comunicazione efficace e controllo costante del programma. Il messaggio centrale è chiaro: il tempo non è solo un vincolo, ma una risorsa da gestire attivamente per mantenere la complessità sotto controllo.

    Ayman Sadek, PMP, affronta nel suo articolo “Closing the Risk Communication Gap Between Executives and Project Managers: A Standards-Based Approach” la sfida del disallineamento tra livelli strategici e operativi nella gestione del rischio. L’autore evidenzia come la comprensione limitata dei principi e degli standard internazionali (ISO 31000, ISO 31010, PMBOK® Guide) generi decisioni inefficaci e frizioni organizzative. Vengono illustrate le pratiche chiave di valutazione, analisi, pianificazione, monitoraggio e supporto decisionale, con esempi di strumenti strutturati come risk register, heat map e analisi quantitative. Il contributo sottolinea l’importanza di politiche chiare, comunicazione trasparente e aggiornamento continuo per garantire resilienza, allineamento tra stakeholder e una gestione proattiva dei rischi, trasformando la compliance in un vantaggio competitivo per l’organizzazione.

    Il professor Bob Prieto, esperto di gestione di progetti complessi, presenta il suo appofondimento “Operationalizing Quantum Project Management: Defining Improved Metrics for Management of Large Complex Projects”, incentrato sull’evoluzione del Project Management tradizionale verso un paradigma ispirato alla fisica quantistica. Partendo dall’analogia tra progetti di grande scala e sistemi quantistici, l’autore introduce nuove metriche per affrontare complessità, incertezza e dinamiche ecosistemiche in progetti complessi. Tra queste, metriche di complessità basate su entanglement e flussi informativi, misure di incertezza attraverso entropia e scenari probabilistici, indicatori di coinvolgimento degli stakeholder evoluti (Net Promoter Index quantistico) e strumenti per monitorare le assunzioni di progetto in modo predittivo. L’articolo propone anche un approccio innovativo alla sicurezza, considerata emergente e adattativa, più che un semplice rispetto delle regole. L’insieme di queste metriche, integrate con strumenti digitali e analisi AI, consente ai project manager di anticipare problemi, guidare decisioni strategiche e migliorare la resilienza dei progetti. Il contributo rappresenta un passo importante verso la gestione scientificamente avanzata dei progetti di elevata complessità, con un impatto diretto su performance, governance e capacità di adattamento.

    Antonio Nieto-Rodriguez, autore e speaker internazionale, esplora nel suo articolo The Project-Driven Organization: Beyond Agile (Reinventing Project Management) come le organizzazioni debbano evolvere verso un modello incentrato sui progetti per affrontare la Project Economy. L’autore evidenzia il divario tra strategia e esecuzione, spesso ignorato dalle strutture operative tradizionali, e mostra come Agile da solo non sia sufficiente a garantire valore reale. Propone otto leve di cambiamento – dalla struttura e cultura, alla governance, leadership, talento, performance e creazione di valore – per trasformare i progetti in motori strategici dell’organizzazione. L’articolo sottolinea anche il ruolo accelerante dell’Intelligenza Artificiale e il nuovo mandato per i leader: guidare la trasformazione e sviluppare competenze di project leadership diffuse, capaci di trasformare idee in risultati concreti.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove troverete tutti gli articoli completi.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

2025

  • Project Management News - December 2025 PM World Journal

    Nell’edizione di Dicembre 2025 del PM World Journal vorremmo mettere in risalto, tra i numerosi contributi letterari degli editori internazionali, l’ultimo approfondimento del prof. M.F. Harake, che espone le principali caratteristiche del mindset di un vero Project Manager, in grado di cavarsela anche in mezzo alle forti complessità della realtà lavorativa attuale. Certamente una delle più recenti sfide in tempi recenti è legata alle grandi potenzialità fornite dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto: di quale impatto questa innovazione abbia avuto sull’identità del PM è tratta l’articolo dell’esperto R. Kohli. Un altro aspetto in cui il manager può essere l’ago della bilancia è quello del processo creativo ed innovativo, come ci rivela il contributo dell’accademico S. Ford e colleghi. Infine, per tutti gli aggiornamenti sulle iniziative e sullo stato dell’arte delle diverse società di PM in Italia, non perdete il report periodico del nostro A. Quagliarini.

    Nel suo ultimo articolo per il PMWJ, "The Project Management Mindset: A Framework for Enhancing Organizational Effectiveness", il professore e ricercatore M.F. Harake delinea il ruolo del project manager all’interno delle organizzazioni moderne, specificando le pressioni, le dinamiche e le opportunità che caratterizzano la sua vita lavorativa di tutti i giorni. Alla luce di questo, l’autore crea un quadro delle competenze e delle attitudini positive che un buon PM dovrebbe sviluppare per navigare con successo le incerte acque della gestione di progetto, portando diversi esempi pratici di come tali comportamenti virtuosi possano fare tutta la differenza per la crescita e lo sviluppo di un gruppo indirizzato al successo.

    L’Intelligenza Artificiale, come molti sanno, è ormai uno strumento potente, in grado di fornire un grande contributo se utilizzato correttamente. Questo vale anche per la gestione dei progetti, seppure sia molto importante anche capirne i limiti. Nel suo ultimo approfondimento, "The Evolution of the PMO: Comparing Traditional vs. AI-Enhanced Project Management Offices", Rishiraj Kohli analizza la profonda trasformazione che i Project Management Office stanno attraversando grazie all’integrazione dell’IA. L’autore mette a confronto i PMO tradizionali, storicamente orientati a controllo e compliance, con quelli potenziati dall’AI, evidenziando come automazione, analisi predittiva e gestione intelligente della conoscenza stiano ridefinendo gestione, processi decisionali e allineamento strategico. Attraverso una analisi evolutiva dei livelli di maturità, l’articolo offre una visione equilibrata delle opportunità e dei limiti di questo strumento, proponendo un approccio pragmatico per evolvere il PMO in un vero centro di valore e resilienza organizzativa.

    Una fondamentale implicazione di un uso saggio del Project Management è descritta da Steve Ford, Jay C. Hanan e Kelly Benson nel loro recente contributo "Creativity, Innovation, and Leadership Structures: Building Systems that Sustain Ingenuity". Viene infatti analizzato il delicato equilibrio tra creatività, innovazione e strutture di leadership come fattore chiave per la resilienza organizzativa. Gli autori distinguono con chiarezza tra la generazione di idee e la loro concreta realizzazione, mostrando come solo sistemi di gestione e stili di leadership consoni permettano di trasformare l’ingegno in risultati sostenibili. Attraverso casi aziendali e riferimenti teorici, l’articolo evidenzia rischi ricorrenti e buone pratiche, offrendo ai leader una guida concreta per costruire ambienti in cui la creatività non rimanga episodica, ma diventi una capacità strutturale al servizio degli obiettivi di lungo periodo.

    Nel suo ultimo aggiornamento "PMexpo 2025: The Evolving Landscape of Project Management in Italy (Project Management Update from Rome)", la narrazione del nostro esperto Alessandro Quagliarini è giustamente focalizzata sul PMExpo, il grande evento sul Project Management che si è tenuto nel corso di Novembre a Roma, promosso da ISIPM. L’iniziativa ha visto ospiti e relatori di primo livello da tutto il mondo professionale e non solo condividere conoscenze ed esperienze in una giornata di grande coinvolgimento ed entusiasmo. Per tutti i dettagli vi consigliamo la lettura dell’articolo.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - November 2025 PM World Journal

    Anche a novembre torna la nostra rubrica dedicata al PM World Journal, con una selezione di articoli che esplorano l’evoluzione del project management tra nuove prospettive strategiche, cultura organizzativa e benessere professionale. Dall’integrazione tra scienze manageriali e pratiche di progetto alla necessità di costruire ecosistemi collaborativi e sostenibili, questo numero offre una panoramica ricca di idee per interpretare la disciplina in chiave sempre più sistemica e orientata al valore.

    Apriamo con l’articolo di Aina Aliieva, The Strategic Horizon: How PMOs Are Expanding Their Role in a Complex World, che prosegue la serie dedicata al volume The Evolution of the PMO: The Rise of the Chief Project Officer. Attraverso le voci di cinque esperti internazionali, l’autrice racconta come il PMO stia attraversando una vera metamorfosi: da funzione di controllo a piattaforma strategica capace di integrare governance, sostenibilità, intelligenza artificiale e leadership adattiva. Il risultato è un quadro in cui il futuro del project management passa per la figura del Chief Project Officer, ponte naturale tra esecuzione e strategia.

    Di grande valore accademico è anche il contributo del Prof. Dr. M.F. Harake, The Impact of Project Management and the Development of Management Sciences, che indaga la convergenza tra Project Management e Scienze della Gestione. L’autore mostra come la fusione di approcci qualitativi e quantitativi – leadership e analisi, intuizione e metodo – generi organizzazioni più efficienti, resilienti e capaci di innovare. Un’analisi densa che lega la storia del management moderno alle sfide tecnologiche, etiche e sostenibili del XXI secolo.

    Segue l’articolo di Oliver F. Lehmann, Ecosystems in Project Business, che offre una prospettiva originale: i progetti come ecosistemi viventi, basati su equilibrio e interdipendenza. Lehmann paragona il Project Business a un sistema biologico, in cui competizione e cooperazione coesistono come forze complementari. La metafora naturale diventa un richiamo alla responsabilità condivisa: solo relazioni eque, governance trasparente e fiducia reciproca possono garantire la sopravvivenza e la prosperità dell’intero “habitat” progettuale.

    Da segnalare anche il contributo tutto italiano di Federico Minelle, Franco Stolfi e Roberto Di Gioacchino, AI to Support the Project Manager: A Two-Year-Long Benchmark for USA Champions, che presenta i risultati aggiornati di un benchmark internazionale sull’uso dell’intelligenza artificiale a supporto del project manager. Gli autori evidenziano un miglioramento generale della qualità degli strumenti testati e sottolineano come l’AI possa diventare un alleato concreto per la gestione dei progetti pubblici e ICT, a patto di sviluppare competenze specifiche nel prompt design e nella contestualizzazione dei dati.

    Particolarmente utile per i leader e i manager è l’advisory di Yamanta Raj Niroula, From Outputs to Impact: Building a Results-Oriented Project Management Culture. L’autore affronta uno dei temi più attuali: la necessità di spostare l’attenzione dai deliverable agli impatti reali. Attraverso modelli di governance, indicatori di outcome e principi di trasparenza radicale, Niroula illustra come costruire una cultura orientata ai risultati, capace di misurare non solo ciò che si fa, ma ciò che si ottiene. Una lettura essenziale per chi vuole guidare progetti che generano valore concreto e sostenibile.

    Infine, da menzionare anche il contributo di Yasmina Khelifi, Be Kinder to Yourself, che riporta l’attenzione sulla dimensione umana del project management. Con il suo stile diretto e sincero, l’autrice invita i professionisti ad accettare gli errori come parte del processo di apprendimento, ad accogliere il feedback positivo e a preservare la propria salute mentale. Un promemoria prezioso sull’importanza dell’autocompassione e del rispetto di sé, fondamentali per costruire team più forti e leader più autentici.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove sono disponibili tutti gli articoli completi.

    Davide Raguso, ISIPM Young

  • Project Management News - October 2025 PM World Journal

    Torna la nostra rubrica dedicata al PM World Journal, nella sua edizione di ottobre 2025, con i migliori articoli selezionati per attualità e rilevanza applicativa.
    Tra neuroscienze, etica dell’intelligenza artificiale, gestione delle relazioni e leadership, questo numero offre spunti profondi per comprendere come il Project Management stia evolvendo verso un approccio sempre più umano, integrato e consapevole.

    Apriamo con l’ampio contributo di Antonio Bassi, Neuroscience and Project Management: Towards a New Frontier in Project Management, che esplora la sinergia tra neuroscienze e gestione dei progetti. L’autore mostra come la comprensione dei meccanismi cerebrali – decision-making, empatia, stress, motivazione – possa migliorare la qualità delle scelte, la resilienza dei team e la sostenibilità delle organizzazioni. Il suo modello INSPIRE PM rappresenta un paradigma innovativo che fonde neuroscienza e tecnologia per creare ambienti di lavoro più predittivi, adattivi e umani.

    Un secondo tema di grande attualità è quello dell’etica nell’intelligenza artificiale. Rishiraj Kohli, nel suo articolo Managing Ethical Risks in Artificial Intelligence: A Project Management Framework for Responsible Innovation, propone un approccio concreto alla gestione dei rischi etici nei progetti AI. Attraverso un sistema di Ethical Risk Score e l’integrazione di principi di responsabilità in ogni fase del ciclo di vita progettuale, Kohli trasforma l’etica da valore astratto a processo operativo, offrendo ai project manager una vera guida per garantire trasparenza e affidabilità.

    Proseguiamo con l’interessante riedizione del paper di Jeremy T. Busby, Internal vs. External Stakeholders, che ridefinisce il ruolo del project manager come relationship manager. In un contesto sempre più complesso, Busby evidenzia come la capacità di gestire persone – più che processi – sia la chiave del successo. Il suo richiamo alla Power-Interest Grid di Mendelow e alla centralità della comunicazione efficace rende questo contributo un utile promemoria sull’importanza delle soft skill.

    In Working with a Bad Project Manager, Harold Kerzner e Al Zeitoun affrontano con coraggio una prospettiva spesso trascurata: quella dei team che si trovano a collaborare con project manager inadeguati o difficili. Gli autori elencano i segnali tipici di una cattiva gestione e suggeriscono strategie di adattamento, come la documentazione accurata, la calma nei conflitti e il confronto costruttivo. Un articolo pragmatico, che invita a riflettere sul valore della leadership autentica e della responsabilità condivisa.

    Chiudiamo con Alessandro Quagliarini, Membro del Consiglio Direttivo del nostro Istituto, che firma due importanti contributi dedicati alla realtà italiana: Project Management Report from Italy e PMexpo 2025 Announcement.
    Nel primo, l’autore – in qualità di International Correspondent for PM World Journal in Rome – offre una panoramica aggiornata sull’evoluzione del Project Management in Italia, tracciando un bilancio del 2025 tra risultati concreti e nuove sfide. Vengono messi in risalto la crescita della cultura progettuale, la diffusione di standard e certificazioni, il dialogo tra università, imprese e pubbliche amministrazioni, e il ruolo centrale dell’ISIPM come punto di riferimento per la formazione e la promozione delle competenze professionali. Quagliarini evidenzia inoltre la spinta verso la trasformazione digitale e la sostenibilità come direttrici strategiche del settore, in un Paese che continua a rafforzare la propria posizione nella comunità internazionale del project management.
    Nel secondo articolo, l’autore annuncia la nuova edizione del PMexpo 2025, che si terrà il 14 novembre a Roma presso l’Auditorium della Tecnica, un evento che segnerà il ventesimo anniversario dell’ISIPM. L’iniziativa, con un programma ricco di workshop e interventi di esperti, rappresenta non solo un momento di celebrazione, ma anche un’occasione di incontro, formazione e networking per l’intera comunità italiana dei project manager.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove troverete tutti gli articoli completi.

    Davide Raguso, ISIPM Young

  • Project Management News - September 2025 PM World Journal

    Dopo una breve pausa estiva, torna la nostra rubrica dedicata al PM World Journal nella sua edizione di Settembre 2025, con i migliori articoli selezionati per attualità e rilevanza applicativa.

    Evidenziamo per primo l’articolo del nostro M. Pirozzi, che espone un’ampia analisi sulla sinergia tra prompt e context engineering, dimostrando come questa combinazione possa rendere l’Intelligenza Artificiale più precisa, utile e realmente orientata al valore nella gestione di progetti complessi. Un altro “strumento” di grande utilità è la conoscenza interna di un’organizzazione; S. Ali Ismail, nel suo contributo, sottolinea l’importanza del Knowledge Management, evidenziando il potenziale rapporto di reciproco vantaggio con il Project Management e le migliori pratiche per sistematizzarlo. Interessante anche il punto di vista di F. Lehmann, che nell’ultimo articolo della sua serie propone un parallelismo straordinariamente calzante tra l’azienda e un campo da coltivare, portando ad alcune riflessioni sulla “stagionalità” dei risultati e su cosa davvero può aiutare a sopravvivere e prosperare nel lungo periodo. Infine troviamo l’elaborato del giovane accademico C. Sandeep Pawar, che analizza strategie di pianificazione e coordinamento adattativo in progetti con stakeholder dinamici, ricercando soluzioni per migliorare flessibilità e comunicazione.

    Massimo Pirozzi, Membro del Comitato Scientifico e Docente Master Accreditato di ISIPM, ha rilasciato per questa edizione il suo articolo “Engineering Synergy: The Role of Context and Prompt Design in AI-Enhanced Project Management”. Partendo dal ruolo sempre più prominente dell’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto alla gestione di progetti anche di elevata complessità, l’autore introduce due abilità, ormai divenute delle scienze a sé, in grado di ottimizzare i tempi, massimizzare i risultati e ridurre al minimo le inconsistenze nelle risposte fornite dall’IA: il Prompt Engineering, ovvero l’arte e la scienza di formulare le giuste istruzioni ai sistemi generativi, e il Context Engineering, ovvero la progettazione consapevole di dati, vincoli, obiettivi e regole che definiscono l’ambiente in cui opera l’IA. Attraverso esempi pratici, modelli operativi e casi d’uso reali, si dimostra come la vera svolta per i project manager arrivi dalla sinergia tra prompt e contesto, combinazione questa che consente non solo di migliorare la qualità delle analisi e delle decisioni, ma anche di potenziare la comunicazione con gli stakeholder e garantire performance di progetto più affidabili e orientate al valore. La completezza del contributo di Pirozzi per la precisione dell’analisi portata, l’utilità applicativa mostrata attraverso linee guida ed esempi, e il forte impatto di questa tematica nel recente mondo del business, rendono questo articolo un must per il lettore di questa edizione del PMWJ.

    Un’altra interessante lettura ci viene proposta dall’accademico e manager tedesco Sulficker Ali Ismail, con il suo articolo " Mapping the Landscape of Knowledge Management: A Comprehensive Literature Study ". Una volta fornita una rigorosa definizione dei concetti di dato, informazione e conoscenza, l’autore mette in evidenza l’importante contributo che la conoscenza acquisita porta in tutte le fasi e pratiche di Project Management, riconoscendone tuttavia la difficoltà di diffusione e persino di riconoscimento, essendo un fattore spesso dato per scontato. L’esperto manager descrive quindi un framework, replicabile in una società con sufficiente maturità organizzativa, che permetta al Project Manager di fruire delle conoscenze aziendali, diventando allo stesso tempo un banco di prova per crearne e diffonderne di nuove, ampliando la “knowledge base” dell’organizzazione stessa.

    Nell’ultimo articolo della sua serie dedicata alla gestione del Project Business, intitolato “7 Strict Rules for Winning New Project Business” Oliver Lehmann, studioso e tutor di Project Management, propone un confronto tra una organizzazione di business e un terreno agricolo coltivabile. Questo accostamento a prima vista temerario, si mostra tuttavia coerente pensando ai progetti come a diversi tipi di piante interrate, coltivate e, se arrivate a maturazione, vendute ai nostri clienti, riportando il terreno a disposizione per nuove colture. Attraverso 7 regole fondamentali l’autore spiega come possa un’organizzazione possa diventare proficua nella ricerca, selezione e svolgimento dei progetti, mantenendo nel tempo intatto e fertile il suo “terreno”, la base da cui partire per far fruttare i suoi guadagni.

    Infine Chaitanya Sandeep Pawar, studente e ricercatore nel campo del Project Management, presenta l’articolo, presenta in questo articolo Adaptive Scheduling and Coordination in Project Management: A Secondary Analysis of Strategies Across Dynamic Stakeholder Environments un'analisi approfondita sulle modalità di pianificazione e coordinamento adattativo nei progetti complessi. Partendo dalla crescente complessità e variabilità dei progetti moderni, l’autore indaga le principali difficoltà che i project manager incontrano nel mantenere programmi flessibili e coordinare team multidisciplinari. Attraverso l’analisi di dati raccolti da un sondaggio su 51 manager di alto livello, l’articolo evidenzia come un approccio dinamico e adattivo alla schedulazione possa migliorare significativamente la gestione dei progetti. Vengono inoltre proposte strategie e soluzioni pratiche per affrontare le sfide organizzative e ottimizzare la collaborazione tra le diverse parti coinvolte.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove troverete tutti gli articoli completi.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - July 2025 PM World Journal

    Come sempre, siamo felici di condividere con voi la nostra rubrica mensile dedicata ai contributi più significativi e attuali del PM World Journal, un appuntamento ormai consolidato per gli appassionati e i professionisti del Project Management che desiderano restare aggiornati sulle evoluzioni, le sfide e le innovazioni del settore a livello internazionale.

    Iniziamo con l’intervista "From Structure to Strategy", condotta da Aina Aliieva ai quattro co-autori del libro "The Evolution of the PMO: The Rise of the Chief Project Officer" (Dr. Christoph Hirnle, Dr. Tony Prensa, Massimo Pirozzi, Milan Dordevic). David Pells, nell’introduzione ufficiale della rivista, sottolinea che questa intervista rappresenta la quarta parte di una serie, mettendo in luce visioni interessanti e scenari futuri sul PMO.
    Tra gli spunti più significativi emerge il contributo di Massimo Pirozzi, che approfondisce il valore strategico del PMO e l’importanza della gestione degli stakeholder come leva fondamentale per generare valore nei progetti, tematiche al centro della sua esperienza e delle sue pubblicazioni internazionali. L’articolo esplora la trasformazione del PMO da un centro puramente operativo a un motore strategico guidato dal Chief Project Officer. Vengono approfonditi strumenti come il Lean PPM™, modelli decisionali dinamici e l’importanza di adottare iniziative pratiche quali hackathon interni e obiettivi OKR per favorire l'innovazione e l’allineamento strategico. L’intervista mette inoltre in evidenza l’importanza di dotare i PMO di capacità di prendere decisioni continue, evitando approcci statici, e di sviluppare una cultura organizzativa più orientata alla strategia piuttosto che solo all’esecuzione.

    Troviamo poi interessante come Bob Prieto, con "Artificial Intelligence, Complexity and Quantum Project Management", analizza come l’intelligenza artificiale, combinata con i principi del quantum project management, offra soluzioni avanzate per affrontare le complessità nei progetti di grandi dimensioni, evidenziandone benefici e sfide. L’autore esplora il concetto di complessità quantistica, spiegando come approcci multidimensionali possano contribuire a una migliore comprensione e gestione dei progetti in settori ad alta intensità tecnologica e regolatoria. Prieto propone esempi pratici e riflessioni teoriche, offrendo una lettura ricca di stimoli per chi si occupa di progetti complessi e ad alto rischio.

    Segue un’importante riflessione del Prof. M. F. Harake, "Post-War Project Management and the Multi-Stakeholder Approach", che descrive esperienze significative di ricostruzione post-bellica in Rwanda e Bosnia-Erzegovina. Harake enfatizza l’importanza fondamentale del coinvolgimento integrato degli stakeholder istituzionali, comunitari e non governativi per assicurare la sostenibilità a lungo termine dei progetti di ricostruzione. L’articolo presenta anche un’analisi dei fattori critici di successo in contesti post-bellici, sottolineando il ruolo delle dinamiche socio-politiche, della trasparenza nei processi decisionali e della resilienza organizzativa. Un contributo particolarmente utile per chi opera in ambiti di sviluppo internazionale e gestione di progetti umanitari.

    L’articolo "Effective Circular Economy in Gas Processing Facilities Projects" presenta invece strategie operative concrete per implementare i principi dell’economia circolare nel settore della lavorazione del gas naturale. Sono delineate chiare indicazioni per migliorare la gestione delle risorse, rafforzare la governance e garantire rigore ambientale, sottolineando l'importanza della sostenibilità industriale. L’autore propone un approccio metodologico strutturato, con esempi pratici tratti da impianti esistenti e suggerimenti per integrare l’economia circolare nei piani di progetto fin dalle fasi iniziali. Viene inoltre affrontato il tema della misurazione dell’impatto ambientale e sociale dei progetti, evidenziando l’importanza di KPI adeguati e di un monitoraggio continuo.

    Infine, il report di Alessandro Quagliarini, "July 2025 PM Update from Rome", offre una panoramica dettagliata delle attività di Project Management svolte dalle principali associazioni italiane (PMI-Italia, ISIPM, IPMA) nella prima metà dell’anno. Il documento evidenzia il coinvolgimento trasversale tra industria, pubblica amministrazione e no-profit, confermando la vivacità e la varietà delle iniziative italiane, elemento valorizzato anche da David Pells nella sua introduzione. Quagliarini presenta un resoconto articolato di eventi, conferenze, workshop e programmi formativi, mettendo in luce le sinergie tra le varie associazioni e il loro contributo allo sviluppo della professione in Italia. Particolare attenzione è riservata alle iniziative volte a coinvolgere i giovani professionisti e a promuovere una cultura del project management inclusiva e orientata al futuro.

    Buona lettura!
    Davide Raguso, ISIPM Young

  • Project Management News - June 2025 PM World Journal

    Come sempre siamo lieti di annunciarvi il numero di giugno del PM World Journal, con la nostra rubrica in vostro supporto a segnalarvi i contributi di maggiore interesse e attualità dei suoi esperti a livello mondiale.

    In questa edizione troviamo un interessante excursus, da parte di L. Costa, sull’influenza della cultura aziendale e delle derivanti “credenze” (beliefs in lingua originale) sulle possibilità di adozione di determinati modelli e riconfigurazioni organizzative. Proprio questa capacità di cambiare e adattare il proprio assetto secondo le esigenze è definita “maturità” organizzativa. Uno dei primi fautori di questo concetto, D. Prado, espone in un suo articolo uno studio statistico sulla correlazione tra maturità e successo delle organizzazioni, con risultati eloquenti. Evidenziamo poi due articoli, di A. Nalewaik e D. Dalcher, utili per mettere a fuoco un nuovo driver di selezione di progetti in molte realtà della PA e non solo, il cosiddetto “Social Value”.  Infine troviamo un interessante articolo di P. Fraile Iglesias, che ci propone un approccio autocritico della figura del Project Manager, talvolta ignaro di essere uno degli ostacoli al cambiamento che egli stesso vorrebbe ottenere.

    Nel primo articolo indicato, intitolato “Influence of Corporate Culture on the Creation of Project Management Structures”, l’autore Luca Costa descrive il concetto di Corporate Culture e come essa, attraverso la sua manifestazione in una moltitudine di “beliefs”, ovvero pareri, opinioni, cliché specifici di una determinata azienda o contesto comunitario, possa influenzare la fattibilità di determinati provvedimenti, a livello strutturale ma anche più elementari. I due casi reali presentati ci permettono di capire più effettivamente in che modi e con quali conseguenze le “incompatibilità” tra un provvedimento e la cultura aziendale in cui esso viene esercitato possano andare ad incidere sul raggiungimento degli obiettivi prefissati, e quali siano le contromisure adottabili per stemperare questi contrasti.

    Un autore che ha dedicato la maggior parte del suo lavoro alla Project Managmement Culture e a come essa possa essere trapiantata all’interno delle organizzazioni più disparate è senz’altro Darci Prado, da cui prende il nome il noto strumento di misurazione della “Maturità Aziendale nel Project Management”. Nel suo ultimo articolo, Heterogeneity Matters” l’esperto manager inserisce una analisi di dati storici (2007-2024) divisa per settori di business, su un elevato numero di aziende, cercando la correlazione tra il fattore di Maturità nel PM e una serie di indicatori di performance, offrendo le sue considerazione a sostegno d risultati ottenuti.

    Per merito di leggi di recente applicazione in diversi paesi sviluppati a livello socioeconomico, è di forte attualità la tematica di “Valore Sociale” di un progetto, un nuovo driver di progetto che lo indirizza verso la massimizzazione del beneficio che la comunità può trarre dal punto di vista sociale, economico e ambientale, che in molti casi può offrire vantaggi in grado di bilanciare il tradizionale driver di profitto economico interno. Il prof. Darren Dalcher, nel suo articolo Thinking strategically: In search of Social Value”, definisce nel dettaglio le caratteristiche della nuova legge inglese su questo tema, entrando nel merito della sua definizione e analizzando gli obiettivi globali che essa vuole ottenere.
    Un utile approfondimento sulla stessa tematica è quello proposto da Alexia Nalewaik, nel suo “Cost-Benefit Analysis, Social Value, and Project Proposals”, che dal suo canto analizza più nel dettaglio come il raggiungimento di questo nuovo obiettivo si possa tradurre dal punto di vista operativo nella gestione di progetti, ipotizzando alcune modifiche nelle pratiche di pianificazione, individuazione degli stakeholder e avvio di progetto, oltre che di controllo dello stesso.

    Per ultimo esponiamo il contributo dell’esperto coach e consulente aziendale Pablo Fraile Iglesias, dal titolo “The Elephant in the Boardroom: Unveiling Why Your Organisation Resists the Change You Champion …And the Hard Truth No Executive Wants to Face”. La trattazione parte con il risultato non sorprendente di un sondaggio: alla domanda “ti ritieni motore o ostacolo per il cambiamento?” la quasi totalità dei Project Manager sceglierebbe la prima opzione. Tuttavia, come dimostrano altre statistiche e alcuni esempi reali presentati, la risposta non sempre si dimostra vera. Com’è possibile ciò? L’autore cerca una risposta e ci invita a un’autocritica volta alla crescita e alla partecipazione attiva, che spesso può davvero cambiare il destino degli obiettivi perseguiti insieme al nostro gruppo.

     

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News – May 2025 PM World Journal

    Ben ritrovati con la nuova edizione della rubrica del PM World Journal di maggio 2025!
    In questo numero scopriamo l’innovativo Open Chain Framework sviluppato da Open Fiber, che propone un modello avanzato per la gestione delle reti in fibra ottica. Con la partecipazione di Alessandro Quagliarini, membro di ISIPM, il framework integra tecnologie come SDN/NFV e standard internazionali per creare reti intelligenti, adattive e focalizzate sull’esperienza del cliente. Oltre a questo, esploriamo nuove strategie per la gestione dei progetti edilizi in Nigeria e le sfide etiche dell’intelligenza artificiale nella sanità marocchina. Un contributo significativo per il futuro del project management in diversi ambiti e settori.

    L’articolo The Open Chain Framework for the “Management by Projects” in Fiber-only Network Wholesale Telcos", redatto da C. Mazzei assieme a F.Brunetti, D.Fioramanti, C.Salatino, A.Reale e A. Quagliarini (membro di ISIPM), presenta l’Open Chain Framework sviluppato da Open Fiber. Il framework propone un modello operativo avanzato per la gestione di reti in fibra ottica, ispirato a standard internazionali (eTOM, ITIL) e basato su automazione, interoperabilità e tecnologie innovative (SDN/NFV). L’obiettivo è creare una rete intelligente, adattiva e orientata all’esperienza del cliente, migliorando efficienza, qualità e velocità del servizio.

    L’intervista "Beyond Governance" analizza l’evoluzione strategica dei PMO attraverso il contributo di cinque esperti del settore. Nataliia Zarudnieva evidenzia il ruolo della Generazione Z e dell’intelligenza artificiale nella trasformazione dei PMO; Massimo Santarelli propone la figura del Chief Project Officer (CPO) per allineare i progetti alla strategia aziendale; Sheeba Hasnain sottolinea l’importanza della trasformazione digitale e della collaborazione interfunzionale; Žydra Tubelytė introduce la gestione del cambiamento basata sulle neuroscienze; infine, Demi Anderson richiama l’attenzione sulle competenze soft come la resilienza e il pensiero strategico. L’intervista mostra un quadro in cui i PMO diventano motori d’innovazione e valore, oltre la governance tradizionale.

    In Environmental Factors Influencing the Performance of Private Sector Building Projects vengono analizzati i fattori ambientali che influenzano le performance dei progetti edilizi della Nigerian Breweries Plc a Port Harcourt, Nigeria. Gli autori, Stephen Victor, Emmanuel Chinenye Ubani e Ibewuchi Ifeanyi Echeme, hanno condotto uno studio basato su questionari e analisi di regressione multipla.

    I risultati evidenziano che i fattori economici e finanziari, insieme a quelli fisici e infrastrutturali, influenzano significativamente le performance dei progetti, causando ritardi e superamenti dei costi. Al contrario, i fattori sociali e culturali della comunità ospitante non mostrano un impatto rilevante. Lo studio sottolinea l'importanza di una pianificazione accurata e di un ambiente economico favorevole per migliorare l'efficienza dei progetti nel settore privato.

    Strategies for Enhancing Scope Management in Nigeria Construction Projects di Okereke Joy Anuri, Chukwuebuka Onyia e Henry C. Ajaelu analizza le strategie per migliorare la gestione dell’ambito nei progetti edilizi in Nigeria. Gli autori sottolineano l’importanza di adottare tecnologie avanzate come il Building Information Modeling (BIM), coinvolgere gli stakeholder fin dalle prime fasi e implementare processi formali di gestione delle modifiche. L’analisi condotta su 285 professionisti del settore evidenzia come queste pratiche migliorino la chiarezza dell’ambito e riducano ritardi e superamenti di costi. Il documento conclude con raccomandazioni pratiche per affrontare le sfide storiche del settore e promuovere uno sviluppo sostenibile.

    Infine, nell’articolo Artificial Intelligence in Healthcare in Morocco: Potential, Ethical Challenges, and Responsibility Framework di Oumaima Omari Haraké analizza l’adozione dell’intelligenza artificiale nel sistema sanitario marocchino, evidenziandone le potenzialità per migliorare diagnosi, accesso alle cure e gestione dei dati. Vengono esplorate iniziative pubbliche e private, ma anche importanti sfide etiche come consenso informato, trasparenza, bias algoritmici e protezione della privacy. Si discute inoltre della responsabilità legale in caso di errori dell’IA, sottolineando la necessità di un quadro normativo chiaro. Infine, l’autrice propone linee guida per un uso etico, responsabile e sostenibile dell’IA in sanità.

    Simone Castagnacci, ISIPM Young

  • Project Management News - April 2025 PM World Journal

    Torna puntuale la nostra selezione di articoli dal PM World Journal, che spaziano su tematiche cruciali per la gestione dei progetti nell'attuale scenario globale. In questo numero di aprile, esploriamo il ruolo sempre più centrale dell'Intelligenza Artificiale, le strategie per affrontare le crisi economiche, i metodi per incrementare i margini di profitto nei progetti con i clienti, l'importanza del coaching per gli sponsor di progetto e l'evoluzione del rapporto tra l'open-access e la diffusione della conoscenza nel project management.

    Apriamo questa edizione con l'interessante riflessione di Massimo Pirozzi nella sua "Letter to the Editor: On the Synergy between Generative Artificial Intelligence and PMWJ". Pirozzi sottolinea come, nell'era dell'AI, i contenuti open-access di alta qualità come quelli del PMWJ e della PM World Library (PMWL) possano assumere un ruolo "aumentato" e primario nella diffusione della cultura del project management. Le funzionalità avanzate di "Deep Search" di alcuni modelli GPT suggeriscono frequentemente articoli del PMWJ/PMWL come riferimenti. Questo è in linea con i criteri utilizzati per la selezione delle fonti, tra cui la Trasparenza e la Verificabilità. Pirozzi introduce anche il concetto emergente di Generative Engine Optimization (GEO), complementare alla SEO, e conclude evidenziando la grande opportunità per PMWJ e PMWL di espandere ulteriormente la diffusione della conoscenza nel project management.

    Proseguiamo con l'approfondimento del Prof. Dr. M.F. Harake intitolato "Navigating Economic Crises: Strategic Project Management for Agility, Resilience, and Innovation". L'articolo esamina il ruolo del project management durante le crisi economiche, evidenziando come queste creino un ambiente di incertezza che impatta significativamente le organizzazioni. Harake sottolinea la necessità di un cambio di mentalità per i project manager, promuovendo maggiore agilità, adattabilità e reattività. Vengono delineate strategie chiave come l'adattamento delle metodologie (spostandosi verso approcci Agile), la ri-prioritizzazione dei progetti, l'ottimizzazione dell'allocazione delle risorse, la comunicazione trasparente con gli stakeholder, il controllo dei costi, la gestione proattiva dei rischi e la promozione dell'innovazione e della resilienza. L'agilità viene presentata come la chiave per il successo nella gestione dei progetti in tempi di crisi economica.

    Di grande interesse pratico è anche l'articolo di Oliver Lehmann, parte della serie "Project Business Management", dal titolo "7 Steps to Boost Profit Margins from Customer Projects". Attraverso un caso studio, Lehmann illustra come un'azienda (NextWOW Systems) sia riuscita a risollevare i propri margini di profitto agendo su sette aree chiave nella gestione dei progetti con i clienti. Questi sette passi includono:

    1. chiarire e definire rigorosamente lo scope del progetto;
    2. trasformare le richieste di modifica in opportunità di guadagno;
    3. rafforzare la governance del progetto con un focus sui risultati finanziari;
    4. rendere il tempo di lavoro tracciabile e massimizzare le ore fatturabili;
    5. adottare modelli di pricing più intelligenti, orientati al valore;
    6. migliorare i termini contrattuali per proteggere l'azienda;
    7. allineare l'assegnazione dei talenti e l'autorizzazione dei project manager con i margini di profitto dei progetti.

    Lehmann fornisce consigli pratici e sottolinea l'importanza di trattare ogni progetto come un contratto commerciale.

    Nel vivace dibattito sull'Intelligenza Artificiale a supporto del Project Management si inserisce l'articolo "AI4PM MasterChef: Which Chatbot Will Serve the Best Project Management?" di Federico Minelle, Franco Stolfi e Roberto Di Gioacchino. Riprendendo il format di un contest culinario, gli autori presentano una nuova edizione del loro benchmark annuale sui chatbot più performanti come assistenti per i Project Manager. Vengono descritti i "concorrenti" (ChatGPT, Claude, Gemini e la new entry cinese Deepseek) e i criteri di valutazione, ispirati alle best practice del project management (ISO 21502). La competizione "Inverno 2025" ha visto l'ingresso sorprendente di Deepseek, che si è distinto per la completezza e l'originalità delle sue risposte. Gli autori concludono riflettendo sul percorso ancora da compiere per rendere i chatbot un vero e proprio "commis de cuisine" del project management, capace di anticipare le esigenze e fornire soluzioni pronte all'uso.

    Concludiamo questa selezione con l'advisory di Yogi Schulz dal titolo "What should project managers coach their project sponsors about?". Schulz evidenzia come spesso i project manager debbano guidare i propri sponsor, executive impegnati che potrebbero non sapere come supportare al meglio il progetto. L'articolo elenca diversi ambiti in cui il coaching dello sponsor è fondamentale: promuovere i benefici del progetto in tutta l'organizzazione, fornire supporto e guida al project manager, incoraggiare il team di progetto, assicurare che gli impegni di risorse vengano mantenuti, risolvere le problematiche che il project manager non può risolvere autonomamente, monitorare l'andamento del team e comprendere che non è necessaria competenza tecnica da parte dello sponsor. Schulz conclude sottolineando come il coaching efficace dello sponsor possa ridurre i rischi e migliorare le performance del progetto.

    Vi invitiamo a esplorare il PM World Journal per leggere gli articoli completi e approfondire queste tematiche cruciali per il successo nel mondo del project management.

    Davide Raguso, ISIPM YOUNG

  • Project Management News - March 2025 PM World Journal

    Torna una nuova edizione del PMWJ, e con essa torna in vostro supporto la nostra rubrica, ad orientarvi tra i numerosi articoli e presentarvi alcune delle tematiche più interessanti approfondite dai diversi esperti provenienti da ogni parte del mondo.

    Tra le pubblicazioni più interessanti del mese di marzo abbiamo individuato l’approfondimento dei due giovani PM F. Fakunle e A. Fashina, ancora una volta sul tema dell’importanza della comunicazione, sostenuto dal caso di studio di alcuni progetti di costruzione situati in Canada. L’esperto R. Abdolmohammadi tratta invece della definizione di rischio, traendone una nuova classificazione utile per individuare e migliorare la comunicabilità di tale informazione. Di seguito F. Minelle, F. Stolfi e R. Di Gioacchino mettono al centro il tema dell’IA, offrendone una valutazione dei diversi tipi secondo alcune caratteristiche utili per supportare il lavoro del PM. H. Minney approfondisce nel suo articolo le diverse forme di valore erogato da un progetto, introducendo un framework di calcolo molto utile nel caso di selezione tra diversi progetti all’interno di un complesso portfolio. Ad aggiornarci infine sulle iniziative delle associazioni di Project Management in Italia ci pensa il nostro A. Quagliarini nel suo report periodico con tante novità per l’anno a venire.

    Funke Folasade Fakunle and Adebayo Adeboye Fashina nel loro articolo "Exploring the Role of Communication in Canadian Construction Projects: Lessons from Failures and Successes pongono l’accento sull'importanza della gestione della comunicazione nei progetti di costruzione. Dopo una estesa introduzione sui fondamenti teorici della comunicazione e sulle sue implicazioni nei progetti, contestualizzati nella realtà canadese attuale, tale correlazione viene avvalorata da una dettagliata analisi empirica, che mette in relazione gli errori e le difficoltà di comunicazione incontrate con gli esiti negativi, più o meno gravi, dei rispettivi progetti. D’altro canto, nella medesima analisi, si può riscontrare come il successo di diversi progetti sia stato sostenuto da un’attenta gestione della comunicazione, in grado di ridurre i tempi, la dispersione di sforzi e massimizzare la velocità di risposta ad eventuali cambiamenti di scopo o a difficoltà incontrate nello svolgimento.

    ​L’approfondimento intitolato "Practical Approach in Project Risk Definition: Addressing Ambiguities and Introducing a New Risk Meta-Language", di Rasoul Abdolmohammadi,  intende chiarire e osservare in profondità la definizione di rischio in senso generale, riscontrando alcune incoerenze nella letteratura a riguardo. Attraverso alcuni esempi l’autore evidenzia la natura di catena “causa-evento-effetto” del rischio, in cui l’incertezza anche di un solo componente ne definisce la presenza. Una conseguente analisi critica della letteratura porta all’individuazione di alcuni “punti fermi” nella determinazione dei rischi di progetto e all’iideazione di un framework in grado di poter definire e documentare chiaramente i livelli di aleatorietà e di profondità di un rischio all’interno dei progetti.

    ​Evidenzionamo anche l’articolo "AI to support PM: a one-year-long benchmark (even with a Chinese test)!", dei nostri esperti informatici Federico Minelle, Franco Stolfi e Roberto di Gioacchino, che si inserisce nel dibattito sull’IA e sulla sua utilità in quanto strumento di supporto di diverse professioni, tra cui proprio quella del Project Manager. La ricerca descritta confronta le prestazioni dei 4 maggiori bot, valutandoli su diverse “abilità” ritenute utili per assistere al lavoro di un PM e stilando per 3 diversi momenti storici una classifica globale. Da essa si può dedurre il grado di utilità percepita dei diversi bot e la loro traiettoria evolutiva, permettendo una scelta più consapevole sulla scelta di una eventuale "adozione".  

    "How benefits management supports portfolio prioritization " è l’ultimo articolo della serie "Implementing BS202002: Benefits Management in Programs, Projects & Portoflio". In questo nuovo aggiornamento, l’esperto in materia Hugo Minney approfondisce come la teoria del benefits management, ricapitolata per comodità ad inizio articolo, possa essere utile a livello strategico, all’interno di un’organizzazione, per la selezione di progetti all’interno di un portfolio diversificato.  

    Infine, il report "2024 Achievements and 2025 Plans of Italy’s Project Management Associations (Project Management Update from Rome)", del nostro socio ed esperto professionista Alessandro Quagliarini, offre una  panoramica preziosa per la conoscenza dello stato dell’arte di numerose iniziative della nostra e delle altre associazioni di Project Management in Italia, che confermano l’ottima salute della nostra disciplina sul nostro territorio.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News – February 2025 PM World Journal

    Ben ritrovati con la nuova edizione della rubrica del PM World Journal di febbraio 2025!
    In questo numero, esploriamo strategie essenziali per una gestione efficace dei progetti, approfondendo il ruolo cruciale della gestione delle dipendenze e dei requisiti per garantire il successo operativo. Scopriremo come l’Intelligenza Artificiale e il pensiero sistemico possano rivoluzionare le reti di progetti, rendendole più resilienti e adattive. Approfondiremo inoltre il valore delle arti liberali nella gestione dell’innovazione e l’importanza di un’analisi rigorosa dei rischi nei business case. Un numero ricco di consigli per affrontare le sfide del project management con strumenti all’avanguardia!

    InMastering Project Dependencies: A Guide to Successful Project Delivery di Cornelius Fichtner viene evidenziata l'importanza della gestione delle dipendenze nei progetti, basandosi sulle intuizioni di Bryan Barrow. Gli errori più comuni includono la mancata identificazione delle dipendenze, una comunicazione insufficiente con gli stakeholder e l'assenza di responsabilità, tutti fattori che possono compromettere il successo del progetto.

    Per affrontare queste sfide, Barrow propone un approccio strutturato in sei fasi: identificare e concordare le dipendenze con gli stakeholder, integrarle nella pianificazione, validarle, monitorarle costantemente e assicurare una comunicazione continua.

    ​L’articolo "Requirements Management and Project Lifecycle" di Pascal Bohulu Mabelo evidenzia l'importanza cruciale della gestione dei requisiti per il successo dei progetti. Mabelo sottolinea che una definizione chiara e condivisa dei requisiti è fondamentale per evitare incomprensioni e fallimenti progettuali. Tuttavia, spesso i clienti non forniscono specifiche dettagliate, delegando ai team di progetto la definizione dei requisiti, il che può portare a discrepanze tra le aspettative del cliente e i risultati finali. Pertanto, una gestione efficace dei requisiti, che includa la loro identificazione, documentazione e validazione, è essenziale per garantire che i progetti soddisfino le esigenze degli stakeholder e rispettino i vincoli di costo, tempo e qualità.

    Ali Hosseini e Dr. Mohsen Bahrami, nel loro articolo "Future-Proofing Project Networks: AI, Systems Thinking, and Adaptive Decision-Making", affrontano le sfide della gestione di reti di progetti interconnessi nell'economia globale odierna. Gli autori propongono l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale (IA) e del pensiero sistemico come strumenti chiave per affrontare la complessità e l'interdipendenza di tali reti. L'IA offre analisi predittive per l'ottimizzazione delle risorse in tempo reale, la pianificazione adattiva e la gestione proattiva dei rischi, mentre il pensiero sistemico fornisce un quadro olistico per comprendere e gestire le interdipendenze e i comportamenti emergenti all'interno dei progetti. Combinando queste metodologie, i project manager possono allineare meglio gli obiettivi degli stakeholder, ottimizzare l'uso delle risorse e navigare efficacemente attraverso le interruzioni, costruendo reti di progetti resilienti e adattive in un panorama globale in rapida evoluzione.

    "How Liberal Arts Knowledge Can Assist Innovation Project Management" di Alberto Sulaiman e Darci Prado, esplora come un'educazione basata sulle arti liberali possa migliorare la gestione dei progetti innovativi. Gli autori evidenziano che l'incertezza rimane una sfida significativa, soprattutto nei progetti di innovazione. In questo contesto, una formazione multidisciplinare tipica delle arti liberali può fornire ai project manager competenze essenziali per navigare nell'incertezza, promuovendo una maggiore adattabilità. Questa combinazione di competenze tecniche e umanistiche è ritenuta cruciale per il successo nei progetti innovativi.

    Infine, Martin Hopkinson in "Factors Relevant to Business Case Risk: A Brief Guide" offre un'analisi essenziale sui rischi legati alla valutazione del business case nei progetti. Una gestione efficace di questi rischi è cruciale per prendere decisioni strategiche informate e garantire che le risorse vengano allocate in modo ottimale.

    Hopkinson sottolinea che, per valutare correttamente la sostenibilità di un progetto, è fondamentale confrontare benefici attesi e costi futuri, escludendo le spese già sostenute. Tra gli elementi chiave, l'autore evidenzia i costi di consegna, l’uso degli asset e le imposte sui profitti, così come benefici quali l’aumento dei ricavi e l’efficienza operativa.

    Questa guida fornisce un quadro chiaro per migliorare l’analisi dei rischi e supportare decisioni più solide nella gestione dei progetti

    Simone Castagnacci, ISIPM Young
    .

  • Project Management News - January 2025 PM World Journal

    Inizia un nuovo anno, ma le buone abitudini restano!
    Torna infatti puntuale la nostra rubrica dedicata al PM World Journal nella sua edizione di gennaio, del quale vorremmo evidenziare i contributi di maggiore interesse e attualità nella vasta selezione proposta.

    Iniziamo con un articolo di forte rilevanza del nostro M. Pirozzi, scritto con il contributo di alcuni membri ISIPM, che dedica un’estesa analisi ad un elemento tanto comune quanto difficile da inquadrare e misurare in termini di impatto, nella gestione dei progetti e non solo: la comunicazione. Di seguito troviamo l’ultimo articolo della serie di O. Lehmann, che intende allertare le parti coinvolte nei progetti delle diverse criticità impreviste, cercando allo stesso tempo un approccio al progetto in grado di favorirne la resilienza davanti all’imprevedibilità. K. Chadwick, nel suo approfondimento, rintraccia le cause e le conseguenze dell’adozione di un PM dotato di scarsa preparazione accademica, giungendo a conclusioni contrastanti. Infine troviamo l’interessante e autoironico commento di H. Portman, che elenca e spiega numerosi “luoghi comuni” sul Project Management e sulle diverse figure coinvolte, cercando di trovare il vero insegnamento nascosto dietro di essi.

    Massimo Pirozzi, Membro del Consiglio Direttivo e Docente Accreditato di ISIPM e noto esperto di gestione degli stakeholder, ha rilasciato per questa edizione il suo articolo “Effective Project Communication: Navigating Stakeholder Engagement in the AI-Powered Era” con la collaborazione dei nostri soci Alessandro Quagliarini, Emanuele Remediani, Francesca Apponi e Emanuela Liburdi. Partendo dal significato della comunicazione intesa in senso generale, gli autori articolano in diverse sezioni l’analisi dell’argomento osservandolo sotto diverse lenti e attraverso diverse epoche, entrando gradualmente nel suo utilizzo nel mondo delle relazioni aziendali e dei progetti, nel quale si osserva una forte evoluzione in atto che necessita di essere considerata per via del forte e inevitabile impatto pervasivo che la comunicazione ha su ogni sistema organizzativo. A tale riguardo l’articolo offre numerose considerazioni sulla traiettoria intrapresa dapprima con la comunicazione a distanza e ancor più con l’introduzione dell’IA, e sui rischi/potenzialità che questi strumenti comportano e che le organizzazioni non possono trascurare, ma solo scegliere come utilizzare al meglio: come per ciascun individuo “one cannot not communicate”.

    Nell’ultimo articolo della sua serie dedicata alla gestione del Project Business, intitolato “The Cost of Chaos Oliver Lehmann, studioso e tutor di Project Management, mette in guardia le organizzazioni, specialmente quelle implicati in progetti che prevedono numerosi stakeholders, su un gran numero di eventi, spesso rari e difficilmente prevedibili, che possono fortemente ostacolare se non addirittura precludere la buona riuscita di un progetto. Su tale base l’autore propone un cambio di atteggiamento, basata sulla condivisione, per giungere a una resilienza di supply chain ormai divenuta fondamentale davanti alla sempre maggiore complessità e velocità che contraddistingue il mondo del business attuale.

    Un’altra interessante lettura ci viene proposta dall’accademico e consulente inglese Kieron Chadwick, con il suo articolo "Eliminate or embrace? The case of the accidental project manager". L’analisi proposta parte dal presupposto che ognuno può essere Project Manager, ma ciononostante nel mondo lavorativo attuale molte persone che ricoprono questo ruolo non hanno competenze per, e a volte persino ambizione di, essere tali.   L’esperto cerca quindi di interpretare le cause e le conseguenze del diffuso fenomeno dei PM “accidentali”, fornendo alcune precauzioni e rimedi in corsa per favorire lo sviluppo del “malcapitato” nel suo ruolo.

    L’ultimo contributo proposto è quello di Henny Portman, esperto professionista e autore nell’ambito del Project Management. Nel suo commento, intitolato "The rules every project manager faces daily", l’autore riporta una serie di principi e regole empiriche dettate dal senso comune riguardanti la gestione dei progetti e le parti coinvolte, che come ogni disciplina “pratica” denota sempre dei lati paradossali e delle leggi non scritte. È tuttavia la constatazione di queste realtà fattuali, derivate dall’esperienza, che permette di intraprendere una gestione di progetto più consapevole e concreta.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove troverete tutti gli articoli completi.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

2024

  • Project Management News - December 2024 PM World Journal

    Nemmeno a dicembre si ferma il nostro appuntamento con il PM World Journal, che anche in questa edizione ci regala una selezione di contributi di grande interesse per il project management. Gli articoli che abbiamo scelto offrono riflessioni su tematiche attuali e innovative, spaziando dalla standardizzazione dei processi alla gestione di progetti pubblici, fino all’uso efficace delle visualizzazioni nel contesto lavorativo.

    Il primo articolo, “Developing Standardized Multidimensional WBS in Aviation Fuel Facilities Project” di Arya Yuwana, affronta l’importanza di una Work Breakdown Structure (WBS) multidimensionale e standardizzata nei progetti di infrastrutture per carburanti aviazione. L’autore parte dall’esperienza nei progetti indonesiani, proponendo l’utilizzo della OmniClass Coding Structure per integrare la WBS con strumenti digitali avanzati come il Building Information Modeling (BIM). Questo approccio favorisce una pianificazione più accurata, migliora il controllo delle risorse e riduce i margini di errore nella fase iniziale dei progetti (FEL). Yuwana evidenzia come questo metodo possa migliorare significativamente la gestione di progetti complessi, mantenendo sostenibilità ed efficienza. Per i project manager che operano in contesti tecnici, rappresenta una guida preziosa per affrontare con successo le sfide dei settori ad alta intensità operativa.

    Il secondo articolo che segnaliamo è “Who Should Manage Public Projects?” di Stanisław Gasik, un esperto che ha dedicato la sua carriera alla gestione di progetti pubblici. Gasik sottolinea come questi ultimi presentino caratteristiche uniche rispetto ai progetti privati, con una maggiore complessità dovuta alle regolamentazioni, alla molteplicità degli stakeholder e alla necessità di trasparenza. L’autore esplora le competenze necessarie per gestire progetti pubblici, combinando capacità tecniche, comportamentali e legali. Vengono presentati casi di studio da diversi paesi, come Stati Uniti, Regno Unito e Australia, per mostrare modelli di sviluppo professionale e sistemi di certificazione. Gasik evidenzia che un percorso formativo strutturato e certificazioni specifiche sono fondamentali per garantire il successo di questi progetti, che hanno un impatto diretto sulla società. L’articolo rappresenta una lettura essenziale per i professionisti del settore pubblico e per chi desidera approfondire le peculiarità di questa tipologia di progetti.

    Inoltre, spicca il report “Project Management Report from Italy: PMexpo 2024” di Alessandro Quagliarini, membro del Consiglio Direttivo dell'Istituto Italiano di Project Management. Quagliarini offre un’analisi dettagliata dell’evento italiano di riferimento per il project management. Il PMexpo 2024, tenutosi a Roma, ha rappresentato un’occasione unica per riunire professionisti, accademici e organizzazioni del settore.

    Il report si sofferma sulle tematiche principali discusse durante l’evento, come la crescente adozione della sostenibilità nei progetti, l’evoluzione delle competenze richieste ai project manager e l’importanza dell’innovazione tecnologica. L’autore sottolinea anche il ruolo cruciale dell’ISIPM nel promuovere la cultura del project management, evidenziando iniziative come conferenze, workshop e collaborazioni con enti pubblici e privati. Un altro punto di rilievo è la riflessione sull’importanza della formazione continua, un tema centrale del PMexpo 2024. Quagliarini evidenzia come i percorsi formativi accreditati dall’ISIPM siano fondamentali per preparare i professionisti alle sfide di un mercato in rapida evoluzione. Il report include inoltre uno spaccato sulle esperienze condivise dai partecipanti, che spaziano dalla gestione di progetti complessi in ambito edilizio a quelli legati alla trasformazione digitale.

    L’articolo non solo celebra il successo dell’evento, ma invita i professionisti italiani a riflettere sulle opportunità di crescita offerte da una maggiore diffusione del project management.

    Il quarto contributo, “Picture-Perfect, or Perplexing? Do Your Graphics Aid Others’ Understanding?” di Dr. Kenneth Smith, si concentra su un tema spesso sottovalutato: l’uso delle rappresentazioni visive nel project management. Smith analizza come grafici, tabelle e diagrammi possano facilitare o ostacolare la comprensione, a seconda della loro progettazione e presentazione. L’autore condivide strategie per rendere le visualizzazioni più efficaci, come scomporre argomenti complessi in elementi gestibili, utilizzare colori e simboli chiari e testare i materiali con persone non esperte prima della presentazione. Smith offre esempi pratici per migliorare la comunicazione visiva con gli stakeholder, sottolineando l’importanza di adattare i contenuti al pubblico. Questo articolo è una guida indispensabile per chi desidera migliorare l’impatto delle proprie presentazioni e ottimizzare l’interazione con team eterogenei.

    Questi quattro articoli mettono in luce aspetti fondamentali del project management contemporaneo. Dalla standardizzazione nei progetti complessi alla specializzazione richiesta per la gestione di progetti pubblici, fino all’importanza della comunicazione visiva, offrono spunti di riflessione e strumenti pratici per affrontare le sfide quotidiane.

    Per approfondire, vi invitiamo a visitare il PM World Journal e a leggere gli articoli completi.

    ISIPM Young, Davide Raguso

  • Project Management News - October/November 2024 PM World Journal

    Il Dottor Joshua D. Cunio, in questa edizione, presenta i risultati del suo studio nell'articolo “Harnessing Lessons Learned: The Impact of Knowledge Management Practices on Project Success and Organizational Revenue”. L'analisi, basata su interviste a 150 professionisti di project management ha rivelato una correlazione positiva significativa tra l'adozione sistematica delle pratiche di lessons learned e il successo finanziario dell'organizzazione. I risultati evidenziano l'importanza di integrare la gestione della conoscenza nei framework di gestione dei progetti per migliorare i risultati dei progetti e le performance aziendali complessive. 

    Beniam Tilahun, professionista di project management, analizza l’importanza dell’intelligenza emotiva e la sua correlazione con il successo dei progetti nel suo articolo “The Role of Emotional Intelligence in Enhancing Project Success”. Esaminando vari aspetti dell'IE, come l'autoconsapevolezza, l'empatia e la gestione delle relazioni, il lavoro esplora come questi componenti influenzino le performance dei team e l'esito dei progetti. I risultati ottenuti da un campione di 200 project manager indicano una forte relazione positiva tra i livelli di IE e i tassi di successo dei progetti. Sulla base di questi risultati, lo studio suggerisce che insegnare e applicare le caratteristiche dell'IE ai leader di progetto possa migliorare i risultati attraverso una leadership più efficace dei team e una maggiore capacità di risolvere i problemi durante l'implementazione del progetto.

    Nel suo articolo, “Enhancing Productivity in Greenfield Mining Projects through Earned Value Management and Timely Contractor Payments”, l'ing. Sita Ariana Pangestu esamina l'uso della Earned Value Management (EVM) nei progetti di costruzione di miniere Greenfield, evidenziando come questa metodologia integri efficacemente la gestione del programma, dei costi e dell'ambito. L'analisi esplora diversi metodi di misurazione dei progressi, identificando il più efficace, e sottolinea l'importanza di pagamenti tempestivi per mantenere un flusso di cassa equilibrato e prevenire ritardi. Lo studio dimostra come l'adozione dell'EVM possa incrementare significativamente la produttività nei progetti di miniera Greenfield, offrendo consigli utili ai project manager su come allocare le risorse, gestire i rischi e raggiungere gli obiettivi nei tempi e nel budget stabiliti.

    Il Prof. M.F. HARAKE, nel loro articolo “Incorporating Blue Ocean Strategy into Project Management: A Framework for Innovation and Progress?”, offre un’analisi l'integrazione della Blue Ocean Strategy (BOS) nella gestione dei progetti, unendo innovazione e strutturazione. La BOS, che si concentra sulla creazione di nuovi spazi di mercato invece di competere in mercati saturi, viene applicata al framework di gestione dei progetti IPECC (Iniziare, Pianificare, Eseguire, Controllare, Chiudere) per bilanciare creatività e esecuzione. Sebbene la fusione della BOS con la gestione tradizionale dei progetti presenti sfide, come la differenza tra l'approccio esplorativo della BOS e la struttura rigida della gestione, essa promuove l'innovazione, riduce la concorrenza e migliora l'allineamento strategico. In conclusione, l'integrazione della BOS nei progetti aiuta le organizzazioni a creare nuovi mercati e a migliorare i risultati, pur mantenendo l'efficienza e la struttura.

    Infine, l’ing. Yamanta Raj Niroula nel suo articolo “Beyond the Numbers: Bridging the Gaps in EVM for Effective Project Control” ci fa riflettere sui limiti pratici che la tecnica Earned Value Management (EVM) presenta: richiede dati accurati e tempestivi, non considera la qualità dei deliverable e non fornisce soluzioni per le deviazioni identificate. Per affrontare le sfide dei progetti moderni, Yamanta Raj Niroula propone di integrare la EVM con i principi Agile, analisi dei dati e gestione del rischio, offrendo una visione più completa e informata delle performance.

    Simone Castagnacci, ISIPM Young

  • Project Management News - September 2024 PM World Journal

    Ritorna puntuale l’appuntamento con la nostra rassegna dedicata al PM World Journal nella sua edizione di settembre 2024, in cui vi segnaliamo i contributi di maggiore rilevanza e attualità da parte dei suoi esperti internazionali.

    Le tematiche trattate spaziano dall’industria di ultima generazione, di cui il prof. Brane Semolic e Pieter Steyn ci illustrano i meccanismi e la modalità di gestione più diffuse, al processo di assurance nei progetti pubblici, la cui importanza viene evidenziata nell’ultimo articolo della serie di Stanislaw Gasik; si evidenziano anche il contributo offerto da Oliver Lehman, che individua i benefici che possono emergere dalla gestione cosiddetti “colli di bottiglia”, e l’intervista di Yasmina Khelifi al direttore dell’associazione di Project Management tedesca GPM, Peter Thuy, che racconta la sua esperienza e le sue previsioni sull’ evoluzione della nostra disciplina.

    Sovrabbondanza di dati, complessità di processi, mercato globale, interconnessione, automazione: mettere in ordine e trovare la strada giusta in mezzo al caos generato da queste forze può risultare terribilmente stressante, rischiando di portare le organizzazioni a una “rassegnazione alla casualità” nell’effettuare scelte e strategie. Tuttavia gli stessi fattori possono anche costituire delle fonti di grande crescita e apprendimento, e offrire opportunità neanche immaginabili fino a pochi anni fa.

    La tematica della gestione di progetto delle virtual companies nel contesto dell’industria 4.0 (o “6.0?” come si domandano gli autori) è trattata da Stanislaw Gasik e Pieter Steyn nel loro articolo Governance of Industry 4.0 Virtual Organizations, nel quale vengono proposte classificazioni e approcci ponderati per destreggiarsi nella complessa realtà della moderna industria virtuale.

    Di grande rilevanza anche l’ultimo contributo di Stanislaw Gasik: ”Project assurance – A way to increase public project’s chances of success”. Nell’ultimo articolo della sua serie basata sulla gestione di progetti pubblici, l’autore si concentra sul ruolo dell’assurance di progetto, che in questa tipologia assume un ruolo ancor più centrale rispetto ai progetti privati data la natura dei fondi utilizzati, gli scopi e la presenza di una “proprietà” allargata (ovvero l’intera comunità dei contribuenti). Le diverse forme di assurance a seconda del livello di indipendenza dal gruppo di progetto e delle modalità operative vengono quindi classificate, mettendo in risalto le caratteristiche e i punti di forza che possono renderle maggiormente adeguate alle diverse circostanze in cui può avvenire il progetto.

    Di seguito troviamo un interessante articolo della serie “Project Business Management”, dall’autore tedesco Oliver Lehmann, intitolato “Bottlenecks and Other Opportunities”. Questo breve saggio illustra la “legge del minimo”, un principio di chimica scoperto da Liebig a fine Ottocento, applicandone il funzionamento ai moderni progetti: in analogia con le piante, che possono crescere solo proporzionalmente al nutriente fornito in quantità minore, anche il livello di successo di un progetto è legato inevitabilmente alle sue risorse necessarie più “scarse”. Di seguito, attraverso un caso aziendale, l’autore espone i benefici di un maggiore bilanciamento delle risorse, riscontrabili in termini di raggiungibilità di obiettivi e maggiore realizzazione del potenziale aziendale.

    Nella sua intervista denominata "It’s time for project management!", Yasmina Khelifi incontra Peter Thuy,  presidente dell’ associazione di Project Management tedesca GPM, intellettuale di spicco del settore e abile manager nel corso della sua lunga carriera. L'intervistato risponde a domande legate alla propria carriera, individuando alcuni punti fondamentali che hanno inciso nel proprio percorso professionale, analizza l’adozione degli standard di Project Management nel mercato tedesco, e sottolinea il contributo che le associazioni come GPM offrono in termini di sviluppo e standardizzazione di pratiche, creando degli effetti benefici per le imprese e l’intera società.

    Per approfondire questi ed altri temi, vi invitiamo a visitare il sito del PM World Journal, dove troverete tutti gli articoli completi.

    Mauro d’Amore, ISIPM YOUNG

  • Project Management News - August 2024 PM World Journal

    Nemmeno ad Agosto si ferma il nostro appuntamento con il PM World Journal con la consueta rassegna dei contributi più interessanti e innovativi da parte dei suoi esperti a livello mondiale. Gli articoli selezionati offrono una panoramica ampia e approfondita delle attuali tendenze e sfide nel campo del project management. Dall'analisi critica delle guide PMBOK di Alan Stretton, che invita a riflettere sull'importanza della gestione generale, alla prospettiva orientata agli stakeholder nell'era dell'intelligenza artificiale di Massimo Pirozzi, fino all'esperienza interdisciplinare della Dr.ssa Deepa Bhide nel combinare medicina e project management.

    Il primo articolo che desideriamo evidenziare è quello dell'esperto australiano Alan Stretton, intitolato “Commentary on the extent to which general management topics are being covered in recent PMBOK Guides”. Stretton, con la sua vasta esperienza nel campo del project management, offre un'analisi approfondita di come le recenti edizioni delle guide PMBOK trattano i temi della gestione generale. La guida PMBOK, considerata uno standard internazionale per i project manager, ha subito diverse revisioni e aggiornamenti nel corso degli anni, incorporando una gamma sempre più ampia di competenze. Tuttavia, Stretton solleva una questione cruciale: quanto efficacemente vengono affrontati i temi di gestione generale nelle guide più recenti?

    Stretton riconosce i progressi fatti, in particolare con l'introduzione di sezioni più dettagliate su leadership e gestione strategica, ma sottolinea che c'è ancora spazio per migliorare. Secondo lui, temi come la gestione del cambiamento, la comunicazione efficace e la gestione delle risorse umane sono trattati in modo insufficiente o non sufficientemente approfondito. Questi aspetti, pur essendo fondamentali per il successo di qualsiasi progetto, non sempre ricevono l'attenzione necessaria nelle guide PMBOK. Stretton suggerisce che una maggiore enfasi su questi temi potrebbe aiutare i project manager a navigare meglio le complessità delle loro responsabilità, specialmente in contesti aziendali dinamici e in continua evoluzione.

    Inoltre, spicca l'articolo del nostro Massimo Pirozzi, Membro del Consiglio Direttivo e Docente Master Accreditato di ISIPM e noto esperto di gestione degli stakeholder, dal titolo “The Stakeholder Perspective in the Generative Artificial Intelligence Scenario”. Pirozzi, che ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio delle dinamiche tra project management e stakeholder, esplora in questo articolo le implicazioni dell'intelligenza artificiale generativa (IA) sulla gestione delle relazioni con gli stakeholder.

    L'IA generativa rappresenta una delle innovazioni tecnologiche più trasformative del nostro tempo, con il potenziale di cambiare radicalmente il modo in cui le organizzazioni operano e interagiscono con i loro stakeholder. Tuttavia, come sottolinea Pirozzi, l'adozione di queste tecnologie non è priva di rischi. Uno dei punti chiave dell'articolo è l'importanza di mantenere un approccio etico e responsabile nell'implementazione dell'IA generativa, assicurando che le soluzioni tecnologiche siano sempre allineate con i valori e le aspettative degli stakeholder.

    Pirozzi evidenzia come l'inclusione della prospettiva degli stakeholder nel processo decisionale legato all'IA possa aiutare le organizzazioni a evitare potenziali danni reputazionali e a costruire relazioni più forti e durature. In un'epoca in cui la fiducia è un bene sempre più prezioso, la capacità di gestire efficacemente le aspettative degli stakeholder diventa un fattore critico di successo.

    Infine, desideriamo mettere in luce l'intervista condotta da Yasmina Khelifi alla Dr.ssa Deepa Bhide, medico e project manager, che offre una prospettiva unica sulla sinergia tra il campo medico e il project management. L'intervista, intitolata Project Management + AI can dramatically improve outcomes in Healthcare - Interview with Dr. Deepa Bhide, esplora come le competenze di project management possano essere applicate efficacemente nel settore sanitario, migliorando l'efficienza e la qualità dell'assistenza.

    La Dr.ssa Bhide condivide la sua esperienza nel combinare la pratica clinica con le metodologie di project management, sottolineando come queste ultime possano contribuire a ottimizzare i processi sanitari, riducendo i tempi di attesa, migliorando la gestione delle risorse e, in ultima analisi, fornendo un'assistenza migliore ai pazienti. Un punto saliente dell'intervista è la discussione sull'integrazione delle nuove tecnologie, come l'intelligenza artificiale, nella pratica medica, un tema di grande attualità che riflette le sfide e le opportunità che il settore sanitario sta affrontando.

    La Dr.ssa sottolinea l'importanza di un approccio interdisciplinare, in cui le competenze di project management sono viste come complementari a quelle mediche. Questo approccio non solo migliora l'efficienza operativa, ma può anche contribuire a una maggiore soddisfazione del paziente, un obiettivo centrale in qualsiasi sistema sanitario.

    Per approfondire, vi invitiamo a visitare il PM World Journal e a leggere gli articoli completi, che offrono ulteriori dettagli e spunti di riflessione su questi temi cruciali.

    Davide Raguso, ISIPM Young

  • Project Management News - July 2024 PM World Journal

    Siamo lieti di annunciare le ultime news del PM World Journal per l'edizione di luglio 2024. Come di consueto, abbiamo selezionato i contributi più rilevanti tra quelli offerti dai suoi esperti internazionali, per garantire ai nostri lettori contenuti di grande attualità e interesse.

    In questa edizione, il Professor Oliver F. Lehmann presenta i risultati del suo studio nell'articolo “The Fault Zones in Project Business (Project Business Management)" L'analisi, basata su interviste a 346 partecipanti, ha rivelato una scoperta sorprendente: nei progetti di minori dimensioni, le difficoltà emergono principalmente all'interno delle organizzazioni coinvolte, mentre nei progetti di maggiore portata, le problematiche si spostano verso le interfacce tra le diverse organizzazioni.

    Bob Prieto, presidente e CEO di Strategic Program Management LLC, esplora i tassi di fallimento nei progetti complessi nel suo articolo “Quantum Project Management, Large Complex Projects, and Entanglement”. Prieto sottolinea come le teorie tradizionali di gestione dei progetti, sviluppate per iniziative più semplici e ben definite, si rivelino spesso inadeguate per i progetti complessi e di vasta scala. Questa situazione ha portato alla necessità di un nuovo approccio, simile alle rivoluzioni osservate in fisica con l'emergere delle teorie quantistiche e relativistiche. Il Quantum Project Management, come viene definito, enfatizza il pensiero sistemico e la natura intrinsecamente dinamica dei grandi progetti.

    Nel suo ultimo articolo, “Assuring Quality Assurance”, l'ex manager Walt Lipke discute l'importanza del controllo di qualità nei servizi e nei prodotti, mettendo in luce come la crescente ricerca di guadagni rapidi stia erodendo l'attenzione su questo aspetto cruciale. Lipke propone nuovi indicatori di efficienza della qualità per facilitare la dimensione adeguata delle funzioni di assicurazione della qualità (QA), in linea con le esigenze del cliente e gli obiettivi dell'organizzazione produttrice.

    Pascal Bohulu Mabelo, nel suo articolo “The Five Foes of Project Risk Management”, offre un’analisi approfondita sui rischi nei progetti complessi e sull'importanza di integrare le pratiche di Project Risk Management con le altre pratiche di gestione del progetto.

    Infine, Alessandro Quagliarini, membro del Consiglio Direttivo di ISIPM, presenta il report “Project Management Update from Italy”. Quagliarini riassume i principali eventi organizzati nel trimestre scorso dalle associazioni di Project Management italiane e fornisce anticipazioni su quelli in programma. Celebra l’aumento della partecipazione e dell’engagement, frutto della passione e del lavoro delle associazioni, testimoniando così la crescente diffusione della cultura del Project Management.

    ISIPM Young, Simone Castagnacci

  • Project Management News - June 2024 PM World Journal

    Nell’edizione di giugno 2024 del PM World Journal vorremmo mettere in risalto, tra i numerosi contributi letterari degli editori internazionali, l’ultimo approfondimento di R.J. Chapman, dedicato all’importanza della cyber-sicurezza nei grandi progetti di infrastrutture energetiche e su come essa viene esercitata. Di carattere maggiormente teorico è invece l’articolo di Patrick Weaver, esperto professionista nel campo della gestione progetti, che discute e propone degli aggiornamenti sul concetto di controllo applicabili a livello generale su ogni tipo di progetto. Di seguito evidenziamo l’articolo di Stephen Devaux che, partendo da un chiarimento sulla distinzione tra progetto e programma basato sulla capacità di controllare il valore generato, propone un nuovo metodo di pianificazione in grado di portare elevati benefici in termini di valore complessivo di un programma. Infine troviamo il racconto di Manuel Ancizu, che tramite la sua diretta esperienza mira a diffondere una metodologia vincente spesso adottata per la selezione della migliore organizzazione di progetto.

    Nel suo ultimo articolo per il PMWJ, "Integration of cyber resilience within energy projects forming the UK’s critical national infrastructure", l’esperto risk manager britannico Robert J. Chapman espone una tematica di forte attualità, ovvero il rischio di cyber-attacchi, che diventano maggiormente pericolosi se ad essere minacciate sono le industrie critiche di una nazione, come quella energetica. Dopo una spiegazione generale della logica di attacco dei temuti ransomware e della percezione attuale e sempre crescente del pericolo che essi costituiscono, l’autore illustra le nuove linee guida britanniche atte al contrasto di tale fenomeno e, attraverso alcuni casi pratici, gli stratagemmi con i quali i maggiori players energetici hanno reagito a tale segnale.

    Il contributo del manager e accademico di lungo corso Patrick Weaver, intitolato "Project Controls 3.0", realizza, a fronte di un’analisi di alcuni problemi del controllo di progetto tradizionale, individuati con il supporto della letteratura a riguardo, una decomposizione e ricostruzione dei concetti basilari, proponendo un framework moderno del processo di controllo, che presenta maggiore aderenza alle rinnovate strutture, obiettivi ed esigenze delle organizzazioni odierne.

    Sempre in tema di rivisitazioni di concetti classici della nostra disciplina, l’autore e consulente statunitense Stephen Devaux, nel suo articolo "The Program-Level Value Breakdown Structure: How It Can Revolutionize Program Scheduling", avanza la possibilità di produrre una programmazione temporale che tenga conto non più di ogni singolo progetto separatamente, ma che riesca ad integrare l’intero insieme di progetti ed attività che compongono un programma, attraverso una metodologia per cui il valore erogato dall’intero programma diventa la variabile da ottimizzare.

    Per ultimo vogliamo evidenziare il contributo del manager, autore e coach spagnolo Manuel Ancizu, intitolato "How to select the most suitable project management approach? ". In esso l’autore ripercorre brevemente un episodio accaduto nel corso della sua carriera in cui ha appreso il metodo di classificazione denominato “luce e ombra”. Attraverso questo schema mentale è possibile fare appunto “chiarezza” su quale sia il migliore approccio di project management in funzione della completezza di informazione, aleatorietà, esperienza pregressa, know how e altri fattori, ed effettuare di conseguenza un tailoring di progetto bilanciato tra approccio predittivo, adattivo e misto.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - May 2024 PM World Journal

    Torna come ogni mese il nostro appuntamento con il PM World Journal, nella sua edizione di maggio 2024, con la consueta rassegna dei contributi più interessanti e innovativi da parte dei suoi esperti a livello mondiale.

    In questo numero vogliamo evidenziare l’articolo di Muhamed Abdomerovic, incentrato sul dibattito sull’utilità dell’AI come strumento di supporto al Project Management, e l’approfondimento del veterano Alan Stretton, che stavolta pone sulla bilancia i progetti interni e quelli rivolti a un cliente esterno, scovandone le differenze e come esse impattano nelle diverse pratiche applicate. Di seguito, proponiamo il contributo dello specialista britannico Mark Reeson sulla tematica scottante della sostenibilità e del conseguente cambiamento nel ruolo e nelle pratiche del PM. Risulta di sicuro interesse anche l’ultimo articolo della serie di Oliver Lehman, che in esso illustra l’impatto del cash flow di progetto sull’organizzazione attraverso alcuni una serie di casi reali commentati. Infine vogliamo sottolineare l’intervista di Yasmina Khelifi al presidente di ISIPM, il nostro Graziano Trasarti: in essa, partendo dalla storia della nostra associazione, il presidente svela le tematiche di maggiore rilevanza per la disciplina del Project Management nel prossimo futuro, che saranno al centro delle iniziative di divulgazione ed approfondimento portate avanti dall’istituto nei tempi a venire.

    Il primo articolo, intitolato  "Elevating Visibility of Project Management Knowledge: Artificial Intelligence (AI) may lead the way", argomenta la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale come supporto alla gestione del progetto, specificatamente in fase di pianificazione. Attraverso un caso pratico di progetto di costruzione e il supporto della letteratura a riguardo, l’autore cerca di definire la precisione e i limiti di affidabilità dell’intelligenza artificiale nello stabilire, attraverso gli input standard di tale processo, suddivisione, sequenza e programmazione dei lavori e stima dei costi, suggerendo metodi per migliorare il ‘dialogo’ con il supporto informatico e farlo rendere al massimo della sua potenzialità.

    Nel suo approfondimento di questo mese, intitolato "Managing Customer Projects vs. Internal Projects: Some under-acknowledged differences, and their relevance for discussing project management in Supplier Organisations vs. Owner Organisations ", il prof. Alan Stretton si addentra nel dibattito sulle differenze nell’interpretazione del ruolo di Project Management nei due tipi di progetti fondamentali: progetti interni e progetti rivolti a un cliente. Una volta definiti i due concetti ed evidenziate le differenze intrinseche tra queste due tipologie di progetti, Stretton individua come queste vadano ad incidere su diversi aspetti del lavoro del PM e di conseguenza sulle abilità che offrono maggiori vantaggi a seconda della situazione.

    L'articolo di Mark Reeson, denominato "Project Management to Net Zero", fissa inizialmente il significato di ‘Net Zero’, definito da Forbes come uno stato di sostenibilità totale dell’impatto delle attività umane sul pianeta, e quantifica gli ingenti investimenti che nei prossimi decenni dovranno essere impiegati per raggiungere tale obiettivo in soli 26 anni (entro il 2050!). Vista la notevole richiesta di lavoro prevedibile in tale ambito, l’autore, all’interno del suo articolo, si propone di stilare una lista di linee guida da applicare nella gestione dei progetti (e non solo) allo scopo di ridurre gli sprechi e ricercare soluzioni a basso impatto ambientale.

    Un altro contributo che abbiamo ritenuto di evidenziare è l’ultimo della serie "Project Business Management", scritta dall'esperto Oliver Lehman, educatore e scrittore attivo nell’ambito del Project Management, dal titolo "Cashflow Matters in Project Business". In esso l’autore investiga sugli effetti sul progetto, e sull’intera organizzazione, delle diverse tipologie di flussi di cassa in relazione alla tempistica di pagamento.

    L'ultima lettura che non possiamo mancare di segnalarvi è l’intervista di Yasmina Khelifi a Graziano Trasarti, attuale Presidente e membro storico di ISIPM, esperto manager e divulgatore appassionato della disciplina del Project Management, intitolata "Project management in Italy has grown enormously and significantly in recent years". I contenuti toccati nell’intervista sono molteplici e di grande importanza: dopo aver parlato della storia del nostro Istituto, della missione per cui è nato che e continua a perseguire tutt’oggi, il presidente Trasarti discute i recenti risvolti tecnologici e la attuale situazione economica italiana ed internazionale, che hanno generato una richiesta sempre più frequente di persone preparate nella gestione dei progetti. A tale scopo, come espone Trasarti, ISIPM fornisce una serie di strumenti e di servizi che permettono ai suoi membri una preparazione in costante aggiornamento, per competere e creare un valore aggiunto in un contesto globale estremamente complesso.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News – April 2024 PM World Journal

    Torna puntuale la nostra rubrica sul  PM World Journal, nella sua edizione di aprile 2024.  Come sempre selezioniamo, tra contributi dei suoi esperti a livello mondiale, quelli che riteniamo di maggiore attualità e interesse per i nostri lettori.

    Partiamo con l’articolo di approfondimento di A. Stretton, che indaga sull’impatto complessivo sul progetto dei molteplici gruppi di diversi “utilizzatori” e di come integrarne le rispettive istanze in maniera efficace. Di seguito troviamo il contributo di P. Steyn e B. Semolic, che definiscono e mostrano un approccio organizzativo integrato verso un “Quality Management System”. Il prof. M.F. Harake approfondisce invece la tematica dell’iper-competizione, fenomeno ormai comune specialmente in alcuni settori di business, fornendo delle linee guida per un project management in grado di affrontarla con successo. Infine, nell’ultimo articolo della sua serie, H. Kerzner propone un identikit del Project Manager in grado di accogliere le sfide del futuro.

    Nel suo featured paper, chiamato "Organisational working efficiency projects: Commentary on cases where project managers also represent multiple internal users, and some proposed procedural guidelines", Alan Stretton, professore e accademico di spicco nell’ambito del Project Management, estrapola dalla sua notevole esperienza, nell’ambito di progetti di cambiamento e efficientamento di processi lavorativi,  delle linee guida, spiegando le diverse pratiche e approcci utilizzati, e le diverse situazioni di applicazione, da utilizzare complesso caso in cui il Project Manager si trovi a essere anche il rappresentante di uno  o più gruppi  di utilizzatori finali dell’output del progetto.

    Un altro contributo che abbiamo ritenuto di evidenziare è quello redatto dal prof. Pieter Steyn e dal suo collega Brane Semolic. Dal titolo "Project Integrated Organizational Quality and Performance Management with Special Reference to Manufacturing", l’articolo dei due autori si configura in tre parti: nella prima si propone una spiegazione del Total  Quality Management, un approccio metodologico che abbraccia l’intero sistema organizzativo e che, se ben applicata, permette di renderlo fluido, controllato e in grado di performare con una elevata qualità  di processi; nella seconda il TQM viene scomposto nei suoi principi fondamentali, dei quali vengono esposti logica,  metriche e modalità  di applicazione; infine, vengono esposte le condizioni alla partenza, le fasi di transizione e il processo di cambiamento necessario a una organizzazione per poter sfruttare al meglio la suddetta metodologia.

    Nel successivo articolo, "Hypercompetition and Wartime Project Management", viene approfondito un fenomeno ormai entrato nelle logiche del business globale soprattutto negli ultimi tempi, ovvero il tema della competizione, o più precisamente della “iper”-competizione, una dinamica di mercato che vede un inasprimento dei rapporti e della rivalità tra le imprese, che si muovono in un territorio di conquista  ma spesso contendibile nel breve termine, come su un campo di battaglia. Tale fenomeno viene raccontato dal prof. M.F. Harake dal punto di vista di un project manager, spiegando le pratiche denominate di “Wartime Project Management” attraverso un confronto con principi di strategia militare, con i quali si possono constatare diverse affinità.

    Per concludere la nostra rassegna, vi segnaliamo l’ultimo articolo della serie “The Future Project Culture” del prof. Harold Kerzner, intitolato "Selecting the Next PM". L’autore presenta una digressione storica in cui analizza errori e rimedi nella gestione di situazioni di business, che hanno permesso di individuare nuove esigenze di progetto e una conseguente evoluzione delle caratteristiche del Project Manager fino ai giorni nostri. Nel corso del tempo il PM passa dall’ essere quasi un tecnico puro a divenire una figura estremamente più versatile e trasversale, pronta ad addentrarsi con empatia e iniziativa in un mondo sempre più complesso.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - March 2024 PM World Journal

    Nell'edizione di marzo 2024 del PM World Journal vorremmo mettere in risalto, tra i numerosi contributi letterari degli editori internazionali, l'ultimo approfondimento di Alan Stretton, dedicato ai diversi clienti a cui si rivolge un progetto e loro specifici interessi. In ambito nazionale, il nostro Alessandro Quagliarini, esperto professionista nel campo della gestione progetti, ci offre nel suo report il punto sulla situazione attuale delle Associazioni di Project Management nel territorio italiano. Di seguito evidenziamo l’articolo di Devin Mahoney e Ivan Milovidov, che individuano alcuni punti di forte criticità nei contesti organizzativi moderni, da considerare per prevenire effetti negativi sull’efficienza e la capacità di raggiungere gli obiettivi, e l’interessante contributo di Raju Rao, che indaga sulle modalità di integrazione del concetto di sostenibilità all’interno dei processi di gestione di una supply chain. Per concludere, un esempio pratico di applicazione del project management in un contesto di notevole incertezza, con la dimostrazione della grande forza che può fornire la diversità all’interno di un gruppo di progetto, ci è presentato nell’articolo dello statunitense Gauranga Daka.

    Nel suo articolo presente nell’ultima edizione del PMWJ, "Classifying project management customers: Representing their interests/needs in relevant project processes", l’esperto australiano Alan Stretton propone una classificazione dei clienti di un progetto, e li caratterizza attribuendo a ciascuno degli attributi attitudinali e di preferenze rispetto a determinate tematiche.  Dopo aver constatato le loro similitudini e differenze in quanto a interessi e necessità che essi vorrebbero veder realizzate nel corso e a seguito del progetto, l’autore definisce le modalità operative da adoperare per “catturare” e realizzare i desiderata dei diversi clienti, favorendo il raggiungimento degli obiettivi.

    A proposito della situazione della disciplina Project Management in Italia, è senz'altro di interesse il Report del nostro Alessandro Quagliarini, membro del Consiglio Direttivo di ISIPM, che riferisce sui maggiori eventi proposti recentemente dalle associazioni di Project Management italiane, e su quelli che sono in preparazione. L'autore celebra anche gli importanti traguardi raggiunti, dalla nostra e dalle altre associazioni, a testimonianza della sempre maggiore diffusione della cultura del Project Management sul nostro territorio.

    Il contributo degli statunitensi Devin Mahoney e Ivan Milovidov, manager di successo in ambito informatico, intitolato "Mastering Chaos: How Successful Project Managers Overcome Challenges in the Digital Workspace", contribuisce a rintracciare e a trovare approcci risolutivi ad alcuni rischi strutturali determinati da alcune pratiche e strumenti sempre più diffusi nei contesti organizzativi moderni,  che pur nascendo per portare benefici e ordine alle organizzazioni e ai progetti stessi, possono generare rallentamenti e confusione, complicando e ostacolando il flusso dei processi interni a un progetto.

    Un’altra interessante lettura ci viene proposta dal teorico e consulente indiano Raju Rao, con il suo articolo "Sustainable Supply Chain Management: A project management perspective". In esso l’autore vuole argomentare la possibilità e le modalità con le quali favorire, all’interno dei complessi meccanismi che regolano la gestione delle supply chain, l’inserimento di pratiche mirate alla sostenibilità, intesa come ambientale, sociale ed economica, pur rimanendo competitive dal punto di vista commerciale e finanziario.

    Troviamo infine rilevante il contributo dell’esperto project manager statunitense Gauranga Daka che, nel suo articolo "Managing projects & making decisions under uncertainty in a cross-cultural environment", attraverso il commento del caso reale di un progetto importante ma in una situazione di grande criticità, intende dimostrare le grandi sfide che si possono fronteggiare nel mondo del project management moderno e come sia necessario sintonizzare gli sforzi di una moltitudine di individui con diverse abilità e culture al fine superarle e ottenere il successo nei nostri progetti. 

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - February 2024 PM World Journal

    Nell'Edizione di febbraio 2024 del PM World Journal, tra i diversi contributi da parte dei suoi esperti provenienti da ogni parte del mondo, vogliamo evidenziare l’utile articolo di David Deardoff, manager di lungo corso e studioso di Project Management, che offre un supporto metodologico in grado di aiutare a distinguere e ad affrontare al meglio processi decisionali con differenti livelli di complessità. Il prof. M.F. Harake, nel suo approfondimento, focalizza la sua attenzione sul mercato globale, e come in tempi moderni diverse situazioni possano stressare e, nel caso peggiore, spezzare le Supply Chain, fornendo preziosi consigli su come creare filiere produttive a prova di crisi. E proprio nelle tempeste le organizzazioni devono contare su uomini carismatici, in grado di agire e trovare soluzioni sotto pressione: questi sono solo alcuni dei tratti che l’accademico Harold Kerzner ha individuato, nell’ultimo articolo della sua serie, nell’archetipo di Project Manager in grado di ispirare leadership. In ultimo vogliamo evidenziare l’articolo dell’esperto project manager sudafricano Pascal Boholu Mabelo, che avvalora l’utilizzo del Risk Management come pratica di uso quotidiano allo scopo di prevenire, ancor prima di curare, qualsiasi fattore che possa far deviare il progetto dal centrare pienamente i suoi obiettivi.

    Nel suo trattato intitolato  "Pracademic Leadership Adaptive Decision Making – Choosing a Flexible Formula", David Deardoff, docente americano esperto di Project Management e professionista nelle maggiori imprese del settore aerospaziale, espone l’importanza cruciale dei processi decisionali nelle organizzazioni odierne, muovendo una critica a quei metodi che prevedono una sovrabbondanza di dati senza tuttavia una struttura che ne caratterizzi la reale rilevanza e pertinenza. L’autore, partendo da una classificazione dei processi di decisione secondo il grado di complessità, delinea le logiche di classificazione ed i passi da utilizzare per sfruttare il modello CDPM (“Complex Decision Process Model”), utilizzabile per raggiungere in tempi ragionevoli una soluzione a problemi decisionali anche di un certo grado di complessità, fornendo un esempio di applicazione dello stesso.

    Nel secondo articolo, "Supply Chain Resiliency: How to cope with Disruptions", viene approfondito il tema della difficoltà delle filiere produttive, soprattutto nel mercato globale degli ultimi tempi, a mantenere rapporti saldi e livelli di servizio elevati, a causa delle dure limitazioni e crisi di fiducia dei mercati causate dai fenomeni pandemici, dalle guerre e dall’incertezza caratterizzante il recente periodo storico. Partendo da questo assunto, il prof. M.F. Harake propone delle linee guida che uniscono risk management, pianificazione, gestione e controllo delle relazioni e delle comunicazioni, in grado di instaurare tra le organizzazioni una relazione collaborativa, con obiettivi condivisi e resiliente a fronte di shock improvvisi.

    La gestione delle crisi è anche una delle abilità fondamentali del project manager del futuro secondo l’articolo "Inspiring Leadership ", l’ultimo della serie "The Future Project Culture" degli esperti manager statunitensi Harold Kerzner e Al Zeitoun. In questo articolo vengono esposte in maniera concisa le principali caratteristiche e abilità che un moderno Project Manager dovrebbe avere in dote. Inoltre gli autori spiegano come esse e il relativo livello di importanza siano in costante evoluzione, e avanzano le loro ipotesi su quali tratti e competenze chiave saranno maggiormente influenti, e quindi ambiti, nei leader del prossimo futuro.

    L'ultimo contributo segnalato è l’approfondimento di Pascal Boholu Mabelo, intitolato "Risk Management as an Immune System", in cui l’autore porta una critica alla visione del Risk Management di alcune imprese, che agiscono in maniera puntuale unicamente in risposta a minacce già concretizzate o comunque già imminenti, sostenendo all’opposto una visione sistemica della pratica, che permette di percepire rapidamente i rischi, ma anche le opportunità, e di poter agire “di riflesso”, in maniera simile al sistema immunitario di un organismo vivente.

    Mauro d’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - January 2024 PM World Journal

    Arriva il nuovo anno insieme a tante nuove speranze e prospettive, ma non cambiano le buone abitudini. Torna infatti come ogni mese l’appuntamento con la nostra rubrica sugli articoli di maggiore rilevanza del PM World Journal, nella sua edizione di Gennaio 2024, per portare alla vostra attenzione la nostra selezione dei più interessanti e innovativi.

    Per questo mese il primo contributo in evidenza, firmato da Massimo Pirozzi, Member of the Executive Team del PMWJ e Membro del Consiglio Direttivo di ISIPM, e da Silvia Mari, Docente alla Università Svizzera SUPSI, tratta l’importanza del coinvolgimento efficace degli stakeholder ai fini della creazione e del rilascio di valore, e, in definitiva, del successo del progetto stesso. Di seguito troviamo l’articolo dell’australiano Alan Stretton, professore e pionere del Project Management moderno, che descrive i benefici del coinvolgimento del Project Management nella definizione degli “outcome” strategici di progetto come ed offre alcuni spunti di miglioramento che permettano di selezionare gli obiettivi, gli outcome da realizzare e i processi da utilizzare con maggiore efficienza. Il ricercatore e professore francese M. F. Harake, nel suo approfondimento, tratta di un argomento in voga in tempi recenti e con il quale, causa l’elevata incertezza che contraddistingue il mondo attuale, molte organizzazioni devono fare i conti: la crisi, e la conseguente capacità di gestione della stessa, uno strumento che può fare la differenza nella complessa realtà odierna. Infine abbiamo ritenuto interessante il contributo del divulgatore e studioso tedesco Oliver Lehmann, che nel suo articolo cerca di stimolare una riflessione sulla dibattuta tematica dell’etica all’interno del mondo del business dopo l’avvento dell’AI (Artificial Intelligence) come strumento a servizio delle organizzazioni.

    Il primo articolo, intitolato "Managing stakeholder engagement: A critical success factor", a cura dell’Ing. Massimo Pirozzi e della Dottoressa Silvia Mari, fornisce una panoramica sul processo di creazione e rilascio del valore e sulla corrispondente influenza delle relazioni con gli stakeholder, espone i comportamenti di base necessari per coinvolgere efficacemente gli stakeholder stessi, approfondisce il modo in cui il livello di coinvolgimento può essere efficacemente misurato e gestito mediante dei Key Performance Indicator (KPI) adeguati raccolti con questionari appositamente progettati, testati e messi in campo, mostra due casi di studio pertinenti e sintetizza l'approccio sistematico necessario per gestire efficacemente il coinvolgimento positivo degli stakeholder.

    Nel suo articolo di questo mese, intitolato "Increasing project management (PM) contributions to “front ends”: Possibilities for PM to add early value to strategic outcomes by more direct involvement in organisational strategic initiation processes ", il prof. Alan Stretton si addentra nel dibattito sul ruolo del Project Management all’interno della struttura organizzativa, avanzando l’ipotesi secondo cui tale ruolo non sia puramente di “esecuzione” della strategia, ma che avvalersi in maniera organica del contributo del PM nella selezione degli obiettivi strategici o perlomeno nella loro “traduzione” in obiettivi di progetto, possa nascondere un potenziale vantaggio per il progetto e l’organizzazione tutta.

    Il professore M.F. Harake, nel suo articolo "From Crisis to Crisis Management: How to be well prepared in today’s unstable world?" , fornisce, attraverso l’analisi una nutrita bibliografia sul tema, una disamina di ciò che si possa definire crisi per un’organizzazione, e in quali aree e con che intensità le stesse possano incidere sulla gestione di singoli progetti o persino sulla stabilità di una struttura. Comprenderla nelle sue differenti sfaccettature, e saperla conseguentemente gestire, può essere uno strumento fondamentale, “critico” per l’appunto, per la sopravvivenza e l’adattamento delle organizzazioni alle sfide dei nostri giorni.

    Appurata la naturale importanza di tale capacità, l’autore propone alle organizzazioni delle linee guida atte a prevenire, contrastare e limitare l’impatto degli eventi critici.

    L’ultimo articolo della serie "Project Business Management", rilasciata dall’illustre autore tedesco Oliver Lehmann, si intitola "Project Business, Artificial Intelligence, and Ethics – Can They Get Along?". In questo breve saggio l’autore entra approfondisce l’utilizzo e i benefici, all’interno del project business, inteso come collaborazione di due o più imprese all’interno dello stesso progetto, programma o portfolio, dell’intelligenza artificiale e delle diverse modalità di utilizzo attraverso alcuni casi di studio, andando a sottolineare come l’importanza di un comportamento etico sia importante oggi come in passato per favorire la sinergia tra le imprese, ricavando il massimo beneficio comune.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young


2023

  • Project Management News - January 2024 PM World Journal

    Arriva il nuovo anno insieme a tante nuove speranze e prospettive, ma non cambiano le buone abitudini. Torna infatti come ogni mese l’appuntamento con la nostra rubrica sugli articoli di maggiore rilevanza del PM World Journal, nella sua edizione di Gennaio 2024, per portare alla vostra attenzione la nostra selezione dei più interessanti e innovativi.

    Per questo mese il primo contributo in evidenza, firmato da Massimo Pirozzi, Member of the Executive Team del PMWJ e Membro del Consiglio Direttivo di ISIPM, e da Silvia Mari, Docente alla Università Svizzera SUPSI, tratta l’importanza del coinvolgimento efficace degli stakeholder ai fini della creazione e del rilascio di valore, e, in definitiva, del successo del progetto stesso. Di seguito troviamo l’articolo dell’australiano Alan Stretton, professore e pionere del Project Management moderno, che descrive i benefici del coinvolgimento del Project Management nella definizione degli “outcome” strategici di progetto come ed offre alcuni spunti di miglioramento che permettano di selezionare gli obiettivi, gli outcome da realizzare e i processi da utilizzare con maggiore efficienza. Il ricercatore e professore francese M. F. Harake, nel suo approfondimento, tratta di un argomento in voga in tempi recenti e con il quale, causa l’elevata incertezza che contraddistingue il mondo attuale, molte organizzazioni devono fare i conti: la crisi, e la conseguente capacità di gestione della stessa, uno strumento che può fare la differenza nella complessa realtà odierna. Infine abbiamo ritenuto interessante il contributo del divulgatore e studioso tedesco Oliver Lehmann, che nel suo articolo cerca di stimolare una riflessione sulla dibattuta tematica dell’etica all’interno del mondo del business dopo l’avvento dell’AI (Artificial Intelligence) come strumento a servizio delle organizzazioni.

    Il primo articolo, intitolato "Managing stakeholder engagement: A critical success factor", a cura dell’Ing. Massimo Pirozzi e della Dottoressa Silvia Mari, fornisce una panoramica sul processo di creazione e rilascio del valore e sulla corrispondente influenza delle relazioni con gli stakeholder, espone i comportamenti di base necessari per coinvolgere efficacemente gli stakeholder stessi, approfondisce il modo in cui il livello di coinvolgimento può essere efficacemente misurato e gestito mediante dei Key Performance Indicator (KPI) adeguati raccolti con questionari appositamente progettati, testati e messi in campo, mostra due casi di studio pertinenti e sintetizza l'approccio sistematico necessario per gestire efficacemente il coinvolgimento positivo degli stakeholder.

    Nel suo articolo di questo mese, intitolato "Increasing project management (PM) contributions to “front ends”: Possibilities for PM to add early value to strategic outcomes by more direct involvement in organisational strategic initiation processes ", il prof. Alan Stretton si addentra nel dibattito sul ruolo del Project Management all’interno della struttura organizzativa, avanzando l’ipotesi secondo cui tale ruolo non sia puramente di “esecuzione” della strategia, ma che avvalersi in maniera organica del contributo del PM nella selezione degli obiettivi strategici o perlomeno nella loro “traduzione” in obiettivi di progetto, possa nascondere un potenziale vantaggio per il progetto e l’organizzazione tutta.

    Il professore M.F. Harake, nel suo articolo "From Crisis to Crisis Management: How to be well prepared in today’s unstable world?" , fornisce, attraverso l’analisi una nutrita bibliografia sul tema, una disamina di ciò che si possa definire crisi per un’organizzazione, e in quali aree e con che intensità le stesse possano incidere sulla gestione di singoli progetti o persino sulla stabilità di una struttura. Comprenderla nelle sue differenti sfaccettature, e saperla conseguentemente gestire, può essere uno strumento fondamentale, “critico” per l’appunto, per la sopravvivenza e l’adattamento delle organizzazioni alle sfide dei nostri giorni.

    Appurata la naturale importanza di tale capacità, l’autore propone alle organizzazioni delle linee guida atte a prevenire, contrastare e limitare l’impatto degli eventi critici.

    L’ultimo articolo della serie "Project Business Management", rilasciata dall’illustre autore tedesco Oliver Lehmann, si intitola "Project Business, Artificial Intelligence, and Ethics – Can They Get Along?". In questo breve saggio l’autore entra approfondisce l’utilizzo e i benefici, all’interno del project business, inteso come collaborazione di due o più imprese all’interno dello stesso progetto, programma o portfolio, dell’intelligenza artificiale e delle diverse modalità di utilizzo attraverso alcuni casi di studio, andando a sottolineare come l’importanza di un comportamento etico sia importante oggi come in passato per favorire la sinergia tra le imprese, ricavando il massimo beneficio comune.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News – December 2023 PM World Journal

    Appena prima delle vacanze natalizie non può mancare l’appuntamento con la nostra rubrica mensile sul  PM World Journal, che potrete consultare per arricchire la vostra cultura manageriale in questo periodo di quiete e di preparazione al nuovo anno. A questo scopo abbiamo selezionato, tra i contributi dei suoi esperti internazionali, gli articoli sul Project Management che riteniamo di maggior spessore e utilità.

    Il primo è quello del professore e divulgatore australiano Alan Stretton, che cerca attraverso la letteratura in merito di definire dei criteri di successo di un progetto in senso ampio: un compito non semplice data la molteplicità di punti di vista spesso coinvolti nelle attività dei progetti. Di seguito riteniamo di forte ispirazione l’ultimo articolo della serie Project Business Management del noto studioso tedesco Oliver Lehmann, che prende spunto dalla cultura asiatica per esporre alcuni stratagemmi utili per impattare momenti di difficoltà, in attesa di una eventuale ripresa. Pascal Boholu Mabelo, esperto manager professionista e teorico sudafricano, propone, nel suo saggio di approfondimento, una lista di fattori in grado di rendere un’organizzazione una PDP (Project Delivery Platform) performante e in grado di dar vita a numerosi progetti in modo ottimale. Infine, vogliamo sottolineare il contributo dell’esperto manager Alessandro Quagliarini, che nel suo report ci racconta di un grande evento organizzato dalla nostra associazione che si è svolto nel mese di Settembre e di altri importanti appuntamenti di fine anno.

    Nella sua trattazione, di stampo fortemente accademico, intitolata "Questioning “project success” as a realistic descriptor for outcomes successfully achieved by other participants at various stages of organisational strategic management processes", il professor Alan Stretton, esperto di Management e collaboratore storico del PMWJ, si inserisce nel dibattito su un tema solo apparentemente semplice: la definizione di “successo” di un progetto. Sfruttando l’analisi della letteratura a disposizione, l’autore classifica i diversi tipi di outcome di un progetto, definendo per ciascuno di questi il livello di soddisfazione attesa e il modello di gestione in grado di raggiungerlo.

    Non sempre si riesce a raggiungere il successo al primo tentativo. Può persino accadere che degli eventi imprevisti possano metterci faccia a faccia con la crisi, mettendo a dura prova la tenuta di un piano, o di un’organizzazione. Olivier Lehmann, nel suo articolo "Project Business and Chinese Stratagems, Pt. 6: Stratagems in the Moment of Defeat", si rivolge proprio alle organizzazioni che si trovano a fronteggiare queste situazioni. Traendo ispirazione da alcuni esempi letterari di matrice cinese, l’autore identifica sei tattiche militari e approcci, adattati a situazioni di conflitto “organizzativo”, che possono portare a resistere anche di fronte a un competitor oggettivamente più forte in un dato momento.  

    Pascal Boholu Mabelo, esperto di project management sudafricano, nel suo articolo chiamato "How Adequate is Your Delivery Platform? " cerca un nesso tra la struttura logica di un’organizzazione e il tipo di progetto che la stessa può realizzare mantenendo un livello di prestazioni soddisfacente. L’autore descrive la sua visione delle imprese come “incubatrici” di progetti, mostrando come un determinato assetto organizzativo/operativo possa favorire lo svolgimento e l’esito di certi tipi di progetti e sfavorirne altri, mettendo in guardia le imprese dall’intraprendere un progetto particolarmente sfidante senza prima aver verificato l’adeguatezza delle risorse disponibili e dei meccanismi organizzativi interni.

    L'ultimo contributo segnalato è il report del nostro Alessandro Quagliarini, manager di lungo corso e componente del comitato direttivo di ISIPM, intitolato "The Italian Event on Project Management (Project Management Update from Rome)". In esso l’autore ripercorre uno dei maggiori eventi dedicati al Project Management su scala nazionale, il PMExpo, durante il quale si sono trattate numerose tematiche con la partecipazione di importanti ospiti e i partecipanti hanno potuto mettere alla prova le proprie capacità e conoscenze attraverso diverse attività e workshop, in un’ambiente davvero piacevole e in grado di far percepire la sempre maggiore importanza acquisita dal Project Management in ambito professionale.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - November 2023 PM World Journal

    Torna come ogni mese il nostro appuntamento con il PM World Journal, nella sua edizione di Novembre 2023, con la consueta rassegna dei contributi più interessanti e innovativi da parte dei suoi esperti a livello mondiale.

    In questo numero vogliamo evidenziare l’articolo, che condensa l’analisi di diversi ricercatori e professionisti sotto la supervisione di Antonio Bassi, sulla tematica sempre più scottante della sostenibilità e del conseguente cambiamento nel ruolo del PM. Risulta di sicuro interesse anche l’articolo di Rachmad Ramila, manager esperto nell’ambito di cost evaluation, che tratta i criteri per stabilire la convenienza e il valore di un progetto ad alta richiesta di capitale attraverso la valutazione di fattori interni ed esterni all’impresa. I due successivi articoli selezionati, scritti dall’autorevole prof. Darren Dalcher e dall’esperta Deepa Bhide, trattano sotto due prospettive differenti, una più astratta, l’altra più concreta applicata nel settore della Sanità, dei metodi di acquisizione e trasmissione della conoscenza, patrimonio fondamentale di tutte le organizzazioni. In ultimo consigliamo la lettura dell’ultimo articolo della serie “The Road of Responsible Collaboration”, del manager canadese di lungo corso Robin Hornby, che in esso riassume i concetti proposti nella serie e ne fornisce un esempio formale.

    Il primo articolo, intitolato  "Project Management Role on Sustainability Objectives", raccoglie e condensa i contributi di molti ricercatori e PM appartenenti a diversi ambiti: Antonio Bassi, Jonathan Bertossa, Simone Cirelli, Katiuscya Gianini-Cusumano, Michela Manini Mondia, Cendresa Rexha, Juri Rodoni, Simona Sala Tesciat, Christian Sefrin, Raffaele Scarinzi, Malcolm Tunzi. In esso viene esposto lo studio, svolto dal gruppo di redazione, mirato a definire il livello di consapevolezza e di maturità, in termini di pratiche e controlli interni, delle aziende (nell’ambito lombardo / svizzero) sulla tematica della sostenibilità, divisa a sua volta in ambientale, sociale e di gestione; conseguentemente vengono identificate anche alcune aree di miglioramento che, se opportunamente sfruttate, possono portare a delle modalità organizzative e operative maggiormente sostenibili, con tutti i benefici che ne derivano.

    Nel suo articolo di questo mese, intitolato "Risk and Opportunities Analysis for DBC (Design Build Competition) Bidding Strategy as Alternative for EPC Petrochemical in Indonesia", Rachmad Ramila fornisce inizialmente la definizione di progetto “capital intensive”, andando successivamente a delineare le pratiche maggiormente diffuse di gara, ossia di selezione del contractor migliore, che andrà a mettere in atto il progetto. Chiaramente i progetti possono essere di vario genere, al pari dei contratti, che si differenziano, tra le altre cose, dalle fasi di coinvolgimento del contractor all’interno del progetto. L’autore, attraverso l’analisi SWOT, si propone di capire il grado di validità del metodo di gara DBC (“Design Build Competition”), nel contesto di progetti petrolchimici Capital Intensive in Indonesia, di norma progetti turnkey (detti anche EPC, ovvero “Enginnering, Procurement, Construction”), in cui il contractor è coinvolto fin dalle fasi di progettazione, fornendo anche un quadro completo dei suoi benefici e svantaggi rispetto a metodologie più tradizionali.

    L’ultimo articolo della serie "Who Needs Knowledge", rilasciata dall’emerito prof. Darren Dalcher, di Londra, si intitola "The never-ending pursuit of understanding (Advances in Project Management) ". In questo breve saggio l’autore entra nel profondo del significato stesso della parola “conoscenza”, e di come il suo significato ad ampio spettro possa assumere connotazioni differenti a seconda del contesto storico e logico in cui la parola stessa viene collocata. Declinando il suo significato nell’ambito aziendale e tecnico, la conoscenza non può prescindere da quella che è la sua messa in pratica, spesso con obiettivi senza precedenti storici e in situazioni di incertezza: ciò comporta una tensione di essa tra i due poli dell’innovatività e della attuabilità, portando a un processo evolutivo in cui la conoscenza passata e in continua obsolescenza porta a nuove forme di fare e di essere, che sono a loro volta la base per la conoscenza del futuro.

    In comune con il precedente articolo, anche "Knowledge Management in Healthcare Projects (Healthcare and Project Management)", appartenente alla serie "Healthcare and Project Management" della d.ssa Deepa Bhide, tratta della tematica della conoscenza, stavolta in relazione agli aspetti più pratici che ne implicano la trasmissione e lo sfruttamento in ambito sanitario. In esso, l’autrice diffonde quelle che nella sua esperienza si sono rivelate le migliori strategie di diffusione e condivisione di principi e tecniche fondamentali nell’esercizio delle diverse professioni coinvolte nella catena del valore delle organizzazioni sanitarie.

    L’ultimo contributo proposto è quello di Robin Hornby, ultimo della sua serie "The Road to Responsible Collaboration". In questo articolo, intitolato "Build a Delivery Organization", l’autore condensa tutti gli insegnamenti contenuti nei capitoli precedenti della serie, fornendo un piano completo, partendo dalla verifica dei prerequisiti fino all’implementazione e al controllo, del progetto a lungo termine che porta alla transizione organizzativa di un’impresa verso un assetto denominato “Delivery Organization”, in cui si armonizzano i rapporti e si crea una collaborazione reciproca tra owner e provider, con benefici in termini di tempi e soddisfazione per entrambi le parti.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News – October 2023 PM World Journal

    Nell'Edizione di Ottobre 2023 del PM World Journal, tra i diversi contributi da parte dei suoi esperti provenienti da ogni parte del mondo, vorremmo evidenziare quello del professor M.F.Harake, noto ricercatore e divulgatore francese, che pone la base alla trattazione di una nuova applicazione dei principi del Project Management specificamente indirizzata a gestire e ad impattare situazioni di emergenza critiche e impreviste che possono emergere nell'operato di un'organizzazione. Un'altra tematica fortemente attuale, quella dell'economia circolare e della sua complessa relazione con il concetto stesso di progetto, è affrontata nell'articolo di Raju Rao, autore e intellettuale indiano. Interessante anche l'articolo di Boholu Mabelo, esperto manager sudafricano, che tratta dell'importanza del risk management e di come nell'applicarlo vi siano maggiori benefici ed efficienze di costo quanto più si riesca delineare con precisione il "contesto" in cui il progetto si svolge. Di grande attualità è anche l'articolo di D. Hubbard, che offre una panoramica molto dettagliata della situazione attuale del mondo del lavoro dal punto di vista della composizione demografica della popolazione dei lavoratori, dei maggiori stimoli e disincentivi caratteristici di ognuno, e degli effetti che il fenomeno pandemico ha avuto su di essi, offrendo importanti riflessioni sul significato stesso del lavoro nel mondo odierno. In ultimo, vogliamo segnalare il rapporto del nostro A. Quagliarini, importante membro del board di ISIPM, che ci racconta le nuove sinergie e gli obiettivi comuni, raggiunti e ancora da inseguire, delle diverse associazioni di Project Management italiane al giorno d'oggi.

    Nel suo articolo, intitolato  "An Introduction to Urgent Emergency Project management", M.F. Harake, direttore e ricercatore presso un importante università parigina, racconta come da sempre l'uomo, nelle sue organizzazioni, abbia cercato di prevenire eventi disastrosi di qualsiasi genere, ma come in effetti a volte l'imprevedibilità intrinseca nella natura e nello svolgimento degli eventi abbia reso inevitabile l'affrontare situazioni critiche, in cui si rende necessario essere tempestivi, concreti, e limitare i danni in vista di una risoluzione e di un futuro assestamento.  

    A tale scopo l'autore condensa la letteratura in merito, arricchendola con le conoscenze proprie e acquisite sulle applicazioni del Project Management, allo scopo di creare un framework di base che possa servire alle organizzazioni per predisporre alcune misure, individuali e organizzative, che possano migliorare la prevenzione, agire da "scudo" per impattare gli eventi disastrosi, e offrire una visione consapevole delle varie fasi di recupero, apprendimento e miglioramento che seguono uno shock sistematico fino ad un punto di ritorno alla routine.

    Di seguito evidenziamo "Circular Economy - What does it mean for Project Professionals?", rilasciato da Raju Rao, consulente veterano e scrittore nell'ambito del Project Management, attivo in molte organizzazioni a scopo di divulgazione e sensibilizzazione sul tema della sostenibilità. In esso l'autore delinea il significato di sostenibilità e di circolarità, tematica di sempre maggior rilievo in tempi recenti (si veda anche l'articolo pubblicato sul numero di Giugno del team ISIPM Young), riscontrando una certa contraddizione la definizione classica di progetto, inteso come sforzo unico e volto a risolversi una volta raggiunto l'obiettivo. La soluzione a tale conflitto sarebbe tuttavia risolvibile, sostiene l'autore, a patto che vi sia un cambio diffuso e accettato di mentalità e obiettivi, ad esempio arrivando a misurare il successo di un progetto anche sulla minimizzazione del suo impatto sull'ecosistema circostante.

    Il contributo del Project Manager veterano e autore sudafricano Pascal Boholu Mabelo, intitolato  "Risk Management and Project Context", vuole ammonire i praticanti del Risk Management che mettano in atto le proprie logiche senza entrare nel merito di uno dei fattori maggiormente influenti, in termini di rischio, sul progetto: il contesto in cui esso si svolge. L’autore porta la letteratura a sostegno dell’idea che troppo spesso, in fase di Identificazione dei Rischi, vi sia una fretta eccessiva nel popolare lo strumento chiave del Risk Register, portando a trascurare potenziali rischi o anche a sovrastimare l’entità di altri.

    Abbiamo ritenuto di sicuro interesse l'articolo della rubrica "Second Editions" di Darrel Hubbard, Presidente della D.G.Hubbard Enterprises, dal titolo "“Long Covid” Effect on Managing Projects and PMOs". Nella sua sostanziosa trattazione, l’autore fornisce una classificazione dei lavoratori delineandone le relative abilità, esigenze e sensibilità, affermando in seguito come il fenomeno del Covid e del lockdown siano stati per molti una presa di coscienza; in quel periodo il lavoro è stato affiancato, dall’essere l'unica priorità, da altre sfere del privato e dell’individualità, portando alla luce l’esigenza di un equilibrio di molte dimensioni, il cui rispetto da parte delle organizzazioni puó essere un driver fondamentale per evitare di incorrere nel quiet quitting dei propri dipendenti.

    L'ultimo articolo segnalato è il report del nostro Alessandro Quagliarini, Manager di lungo corso e importante associato dell'Istituto Italiano di Project Management, in cui si racconta degli importanti eventi che hanno avuto luogo recentemente attraverso gli sforzi individuali e coordinati delle associazioni di Project Management italiane, e di quelli che sono in preparazione fino alla fine dell'anno corrente. L'autore celebra anche gli importanti traguardi raggiunti, dalla nostra Associazione oltre che dalle altre, che fanno ben sperare nella longevità e nella buona salute della disciplina del Project Management in territorio italiano. 

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - September 2023 PM World Journal

    Dopo una breve pausa estiva ritorna puntuale il nostro appuntamento con il PM World Journal, nella sua edizione di Settembre 2023. Come sempre pensiamo di aver selezionato, tra i numerosi contributi degli esperti internazionali, alcuni articoli di sicuro interesse riguardanti aspetti moderni ed innovativi del Project Management.

    Il primo contributo in evidenza è l'intervista di Yasmina Khelifi a Carol Osterweil, che risponde ad alcune domande riguardanti lo sfruttamento delle neuroscienze a vantaggio della creazione del valore di un progetto. Il secondo articolo selezionato riguarda la ormai collaudata, anche a livello internazionale, coppia di Autori costituita da Marco Caressa e da Massimo Pirozzi, Membro del Consiglio Direttivo di ISIPM : in esso gli autori si pongono il quesito di come cercare di affrontare in modo strutturato ed efficace le problematiche degli scostamenti dei progetti sia rispetto alla pianificazione che rispetto alle aspettative degli stakeholder,  ipotizzando anche l’utilizzo di modelli data-driven e dell'intelligenza artificiale a supporto delle decisioni manageriali. Le possibili criticità legate ad una pianificazione “generalista” emergono anche dall'interessante articolo di Paul Giammalvo, che ne mette in discussione la validità in un’ottica volta all'integrazione di un orizzonte troppo vasto, a maggior ragione se emessa da individui con pochi o nessun contatto con il "campo da gioco" del progetto stesso. Infine vogliamo mettere in evidenza il contributo di Anne Witherspoon, una storia interessante ed emozionante che ci racconta come applicare alcuni passi della metodologia del project management, anche in ambito di progetti "personali", può contribuire a raggiungere anche obiettivi un tempo solo sognati.

    Nella sua intervista intitolata "Neuroscience: the secret ingredient in transforming power skills and project value", Yasmina Khelifi incontra Carol Osterweil, già Project Leader, attualmente docente, coach professionista e autrice del libro "Neuroscience for Project Success: Why People Behave as They Do". Le sue teorie sulle neuroscienze applicate alla gestione di progetti e organizzazioni, che hanno destato forte interesse sia negli addetti ai lavori che nel pubblico generale, partono dall’assunto che i problemi legati alla motivazione e allo stress delle persone coinvolte nei progetti sono la causa di gran lunga preminente per il loro fallimento. Se non individuati e trattati con i giusti espedienti, essi finiscono per riflettersi sistemicamente sulle relazioni del gruppo del lavoro, portando ad evitabili ritardi dovuti ad inefficienze del singolo e a mancanza di sincronia tra le diverse parti in gioco. Per tali ragioni, sottolinea l’autrice, una comprensione basilare di alcuni aspetti neuro-psicologici dei collaboratori sia di grande importanza per un project manager che ambisca al successo.

    Non sempre, anzi forse quasi mai, le cose vanno precisamente nel modo in cui le abbiamo pianificate. Specialmente quando parliamo di progetti, che sono di per sé imprese spesso ambiziose e complesse. Perciò come si può agire quando le cose si scostano dalle nostre aspettative? Massimo Pirozzi e Marco Caressa, nel loro articolo "What to do if a project doesn’t go as planned or expected? (Let’s also ask Chat GPT-4) ", propongono delle soluzioni innovative al riguardo. Qui di seguito l’abstract tradotto: i task di supporto alle decisioni sono evidentemente di primaria importanza nella gestione del progetto, dato che tutti gli azioni e/o approvazioni e/o rifiuti e/o modifiche relative al progetto, compresa la gestione di proposte di modifica e/o di azioni correttive, si basano su decisioni. Eppure, i problemi di supporto alle decisioni sono piuttosto rari nella letteratura e quasi assenti negli standard di project management, forse perché considerati specifici di ogni progetto e, quindi, difficili da generalizzare. Tuttavia è possibile identificare una certa “commonality” tra progetti sia in termini di risultati dei processi di controllo che delle loro relative cause, che potrebbe valere la pena approfondire per ottenere una maggiore efficacia ed efficienza. Questo paper fornisce una panoramica sulle deviazioni tipiche che possono verificarsi nei progetti e su alcune buone pratiche per gestirli, propone un framework innovativo data-driven per supportare le decisioni caratteristiche della gestione di progetto e mostra alcuni approfondimenti su come l'intelligenza artificiale (AI) Chatbot GPT-4 potrebbe migliorare le attività di supporto decisionale nella gestione dei progetti.

     

    Paul Giammalvo, nel suo articolo "The Futility of Integrated Master Plans Prepared by Planner/Schedulers with Little or No Hands-on Field Experience prende di mira non solo il metodo, ma finanche la pretesa di ottenere una pianificazione di progetto che possa risultare soddisfacente su larga scala, evidenziando come al crescere sia della complessità che dell’orizzonte temporale considerato, qualsiasi previsione possa risultare più instabile e fuorviante anche nel breve periodo, e portando tre casi reali a sostegno delle sue ipotesi. Al termine della trattazione ricerca anche approcci più concretamente utili nella gestione di progetti "a prova di realtà".

    Per concludere con una nota di ottimismo e di motivazione, l’articolo di Anne Witherspoon "Applying Project Management Processes to Achieve Your Personal Dreams" ci racconta come a volte si riescano a realizzare i propri sogni, anche in circostanze incerte e non ottimali, a patto di saper utilizzare il giusto approccio e una mentalità positiva. E proprio un approccio ricavato dalla conoscenza e l’applicazione dei principi del Project Management ha fornito all’autrice il contributo necessario per realizzare il suo sogno di scrivere, e infine pubblicare, il suo libro. Poche idee chiare, principi di buonsenso e consapevolezza del proprio percorso dall’inizio alla sua (lieta) conclusione. Come disse una volta Walt Disney: "la differenza tra un sogno e un obiettivo è solo una data".

     

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - July 2023 PM World Journal

    Torna come sempre il nostro appuntamento con il PM World Journal nella sua edizione di luglio 2023, ricca di importanti contributi da parte dei suoi esperti a livello planetario. Abbiamo ritenuto di sicuro interesse l'articolo del maestro Patrick Weaver, che torna ad occuparsi della tematica del calcolo del tempo di completamento di un progetto, andando stavolta a confrontare le diverse metodologie conosciute attraverso un esempio di progetto semplice, andando a riconoscere somiglianze, differenze e diversi punti di forza delle metodologie illustrate. Un altro articolo in evidenza è quello degli accademici britannici Andrew Gale e David Murphy, che riscontrano la notevole importanza della sinergia tra i diversi stakeholder coinvolti in un progetto ed offrono alcuni consigli per riuscire a collocarsi al meglio all'interno di questa rete di relazioni per ottenerne conoscenze e opportunità. In ultimo vi consigliamo un interessante articolo del nostro Alessandro Quagliarini, che nella sua intervista a Leonardo Fiocchetti, uno dei leader della multinazionale italiana Leonardo SPA, ricerca le corrispondenze della struttura concettuale del Risk Management con alcune massime di buonsenso derivanti dalla saggezza popolare, trovando sorprendentemente delle forti analogie tra le due aree in analisi.

    Nel suo featured paper, chiamato semplicemente "Calculating Completion", l'esperto Patrick Weaver, Project Manager di lungo corso, consulente nell'ambito del controllo di progetto e attualmente esponente di spicco di molte associazioni di Project Management australiane, entra nel vivo della trattazione di un tema fortemente affine alle sue esperienze e già oggetto di sue numerose trattazioni pubblicate in precedenza sul PMWJ: il calcolo dinamico della data di completamento di un progetto. In quest'ultimo capitolo dedicato a tale tematica l'autore espone un esempio pratico di applicazione di ben 7 metodologie di calcolo (tra cui Critical Path Method, Earned Schedule e Work Performance Management) ad una medesima situazione di progetto, andando a confrontare e a motivare le differenze più o meno marcate tra i risultati ottenuti attraverso l'utilizzo delle diverse 'lenti' concettuali.

    Un altro articolo che abbiamo ritenuto di evidenziare è quello scritto dall'illustre prof. Andrew W.Gale, manager, ricercatore e membro di numerose associazioni per la diffusione e la definizione della disciplina del Project Management, e dal suo giovane collega prof. David P. Murphy. I due autori britannici, nel loro articolo "Projects as Partnerships: Project management and cross-sector partnering approaches to stakeholder engagement", investigano sulla mutua importanza tra la gestione di un progetto e la collaborazione con partner appartenenti a settori anche distanti nel corso del suo svolgimento, non solo al fine di raggiungere gli scopi prefissati, ma anche per generare nuove opportunità di business, apprendimento, innovazione e in ultimo di trasformazione, soprattutto per quelle organizzazioni in grado di creare sintonia e collaborazione dei vari stakeholder coinvolti.

    L'ultimo contributo che non possiamo mancare di segnalare è quello di Alessandro Quagliarini, membro senior di ISIPM, proficuo manager e reporter italiano per il PMWJ, che nel suo articolo intitolato "Italian PM in Wonderland: Risk Management into folk wisdom (a “philosorisk” interview) (Project Management Update from Rome)" riporta la sua intervista all’Ing. Leonardo Fiocchetti, uno dei più autorevoli Risk Management Leaders di Leonardo SPA. In essa l'autore propone una visione del risk management in termini di buonsenso e accortezza, descrivibile persino attraverso l'utilizzo di classici modi di dire della saggezza popolare, visione che viene abbracciata e argomentata dall'intervistato attraverso esempi presi dalla propria decennale esperienza in ruoli che richiedono notevole abilità di previsione e prevenzione dei rischi. A tale scopo vengono offerti anche importanti consigli ed interpretazioni per implementare all'interno di un'organizzazione, più o meno grande e strutturata, uno dei meccanismi più utili per la gestione di attività in ambienti rischiosi: saper imparare velocemente dai propri errori.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - June 2023 PM World Journal
    Torna come ogni mese il nostro appuntamento con il PM World Journal nella sua edizione di Giugno 2023, con numerosi contributi da parte dei suoi esperti a livello mondiale, ed alcune piacevoli novità.
    Per questo mese vorremmo mettere in evidenza l'intervista di Yasmina Khelifi ad Adam Boddison, CEO di APM (UK), che offre importanti spunti di riflessione sulla pratica del Project Management e la sua diffusione. Inoltre, riteniamo un interessante contributo alla letteratura sul Project Management l'articolo offerto da Patrick Weaver, che mette a confronto i diversi metodi di calcolo del "tempo di completamento" di un progetto focalizzando la propria analisi sulla metodologia WPM, e il commento del professor Alan Stretton sulla fondamentale capacità di integrazione tipica del Project Manager, la cui utilità è testimoniata da diverse applicazioni nel corso dell'ultimo secolo.
    Una ventata di novità arriva invece dall'articolo dei giovani membri della nostra associazione Francesca Apponi, Francesca Brusciotti, Cecilia Buzzi, Antonio Mendicino, Claudia Milani, Davide Raguso, facenti parte del team ISIPM Young, che sotto la guida dei soci "senior" Massimo Pirozzi e Alessandro Quagliarini hanno visto pubblicato il loro interessante articolo riguardante la sostenibilità nell'ambito del Project Management, offrendo una visione a tutto campo dei progetti e del loro impatto ed allargando lo spettro degli obiettivi rispetto a quello, fondamentale ma non esaustivo, del profitto.

    Nella sua intervista denominata "Greater awareness of project management is needed!", Yasmina Khelifi incontra l'attuale CEO della britannica Association for Project Management, l'eclettico professor Adam Boddison, titolare di ruoli di rilievo presso diversi importanti board, scrittore di numerosi articoli e perfino ipnoterapista certificato. L'intervistato risponde a questioni legate alla propria carriera, individuando alcuni punti fondamentali che hanno inciso nel proprio percorso professionale e spiegando come la sempre maggiore adozione dell'organizzazione per progetti vada di pari passo con una sempre più precisa definizione del ruolo del Project Manager e con la sua diffusione, rendendo più necessaria che mai una presa di coscienza di questa realtà e delle possibilità che offre.
    L'esperto manager e ricercatore australiano Patrick Weaver, nell'articolo scientifico che abbiamo selezionato per il mese corrente, intitolato "Predicting Completion in Agile & Distributed Projects", muove una critica al Critical Path Method come stimatore ottimo per il tempo di completamento di progetto, soprattutto in riferimento a progetti "agile" e "distributed", ovvero quelli in cui la sequenza di eventi è assai meno forzata (anche se potrebbero sussistere comunque vincoli di precedenza stringenti) e il flusso del lavoro può prevedere diversi stream indipendenti in contemporanea. Una volta delineati i limiti di applicabilità del CPM per tali progetti, e definita la logica dei vincoli che configurano un progetto agile, espone le basi teoriche delle migliori metodologie alternative di calcolo dinamico dei progressi (e quindi del tempo di completamento) concentrandosi sul metodo WPM (Work Performance Management), fornendone un esempio applicato ad un progetto reale nell'ambito delle telecomunicazioni.
    Il Maestro Alan Stretton, ex professore della "University of Technology" di Sidney (Australia) e attualmente docente presso la "University of Management & Technology" negli Stati Uniti, tratta, nel suo contributo intitolato "A commentary on extending project management integration services into new domains", dell'importanza del Project Manager, e in generale della figura manageriale, in qualità di unico "integratore" delle competenze e delle necessità del gruppo sottoposto, al proprio interno e nel contesto in cui opera (l'impresa e l'ambiente esterno in senso ancor più ampio). In seguito, riporta diversi esempi presi dalla letteratura scientifica riguardante la gestione di progetti e imprese per mostrare come questa competenza di "saper integrare" diversi attori e contingenze può risultare utile in molti tipi di organizzazioni.
    Vogliamo infine sottolineare il contributo dei ragazzi del team di ISIPM Young: Francesca Apponi, Francesca Brusciotti, Cecilia Buzzi, Antonio Mendicino, Claudia Milani, Davide Raguso. I nostri giovani autori, con la guida dei soci più esperti Massimo Pirozzi e Alessandro Quagliarini, hanno prodotto un articolo di sicuro interesse accademico, arrivando ad una sintesi della definizione di progetto "sostenibile" in senso largo, andando a considerare impatti di diversa natura e punti di vista di molteplici stakeholders in gioco nello svolgimento di un progetto, che è stato accolto con notevole entusiasmo ed un "Hats off!" (giù il cappello, ndr) dal capo redazione del PMWJ, David Pells, nel suo articolo introduttivo all'edizione del mese corrente.
    Riportiamo di seguito l'Abstract dell'articolo, intitolato "Sustainable Project Management: A multidimensional value-based approach" per poter meglio afferrare l'importanza delle tematiche affrontate dai ragazzi nel bel lavoro elaborato nel corso degli ultimi mesi:
    "Un progetto sostenibile si concentra sulla creazione e l'attuazione di strategie che considerano le dimensioni economica, sociale e ambientale in modo equilibrato. La dimensione economica riguarda i costi, gli investimenti e la sostenibilità di bilancio, mentre la dimensione sociale fa riferimento agli aspetti relazionali di un'organizzazione con il contesto sociale, dal concetto di rispetto ed equità alla creazione di una visione comune e, in ultima analisi, la dimensione ambientale mira a rispettare e proteggere l'ecosistema attraverso la realizzazione di progetti con un uso efficiente delle risorse e un basso impatto ambientale. Poiché i progetti sostenibili mirano a diverse tipologie di obiettivi, si suggerisce un approccio innovativo di project management basato su valori multidimensionali per gestire efficacemente, attraverso indicatori chiave di prestazione (KPI) appropriati e specifici, la creazione di valore per gli stakeholder in termini di fattibilità economica, equità sociale, e tutela dell'ambiente."
    Per la sua importanza e innovatività, la lettura dell'intero articolo sul PMWJ è fortemente consigliata.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - May 2023 PM World Journal
    Torna puntuale il nostro appuntamento con il PM World Journal nella sua edizione di Maggio 2023, ricca di importanti contributi da parte dei suoi esperti a livello mondiale.
    Tra di essi abbiamo stimato come di sicuro interesse l'intervista di Yasmina Khelifi all'ex CEO del PMI, Mark Langley, che offre importanti spunti di riflessione sugli sviluppi del Project Management. Il secondo articolo che vogliamo evidenziare è invece un trattato del Maestro Allan Stretton, che fornisce una visione delle tecniche del Project Management come applicazione della teoria dei sistemi, evidenziandone le corrispondenze. Di grande attualità anche l'articolo dei nostri Soci Senior Federico Minelle e Franco Stolfi, che tratta della possibile utilità di ChatGPT, uno strumento basato sull'Artificial Intelligence divenuto celebre per la sua vasta applicabilità, nell'assistere al lavoro di un Project Manager. Tra gli articoli delle serie riteniamo particolarmente interessante quello proposto da Harold Kerzner e Al Zeitoun sull'importanza e le sfide del ricercare idee "non convenzionali" per raggiungere gli obiettivi di progetto. Segnaliamo infine le note di Thomas Walenta, che individua dei punti di crescita personale che ogni Project Manager dovrebbe tenere a mente.

    Yasmina Khelifi, nella sua intervista denominata "Project Management is about Managing Change: Reflections on the evolution of the PM profession from a unique perspective", incontra l'ex Past President e CEO del PMI Mark Langley, il quale risponde a questioni legate alla propria carriera, individuando alcuni punti fondamentali che hanno inciso nel proprio percorso professionale e mostrando la sua visione sul futuro, in termini sia dei cambiamenti verificatisi, sia degli skill più importanti per i Project Manager, sia dell’importanza delle relazioni, sia del Project Management stesso.

    Nel suo contributo di questo mese, ad alto valore scientifico, intitolato "The nature of ‘systems’, and some early systems contributions to modern project management", Alan Stretton richiama la letteratura scientifica riguardante la teoria dei sistemi, andando a osservare come il project management possa essere assimilato ad una sua declinazione per le sue caratteristiche di molteplicità e varietà di soggetti coinvolti e di interconnessione tra di essi in quello che può essere definito come un grosso sistema (il mercato o il mondo stesso) con tanti sottosistemi aperti al suo interno (le organizzazioni, o ancora più nel particolare, i team di progetto). Alcuni esempi di ingegneria dei sistemi utilizzata nell'ambito della gestione di alcuni grandi progetti vengono poi presentati dall'autore a sostegno dell'applicabilità della propria tesi.

    Quanto può essere utile ChatGPT come supporto per il lavoro di un PM in ambito informatico? Questa è la domanda che si sono posti in nostri Soci Senior Federico Minelle e Franco Stolfi nel loro articolo "AI to support PM: a ChatGPT quality assessment (ß test)". Sottoponendo l'ormai noto chatbot, basato sull'apprendimento generativo secondo le logiche dell'intelligenza artificiale, a una serie di domande qualitative e quantitative utili allo svolgimento di alcuni task di un progetto ICT della Pubblica Amministrazione, i due ricercatori tracciano un limite di validità dello strumento, cercando inoltre di proiettare uno scenario futuro credibile dell'AI come possibile "assistente" per diversi ruoli e funzioni coinvolte nei progetti.

    L'ultimo articolo della serie "Building Program and Project Management Muscles: The Thinking Muscle", redatto a quattro mani da Harold Kerzner e Al Zeitoun, si intitola "Building Program and Project Management Muscles: The Thinking Muscle". Qui i due autori forniscono la loro ricetta per creare e tenere “allenato”, all'interno di un team, quello che viene definito il "Thinking Muscle", ovvero la capacità di pensare soluzioni "Out of the Box", fuori dalla routine e dall'ordinario, per far fronte alla elevata imprevedibilità che caratterizza i progetti, soprattutto ai giorni nostri.

    In ultimo le note di Thomas Walenta, dal titolo di "How wisdom helps to live a good a life", definisce i benefici della “saggezza” per noi stessi e conseguentemente per tutto ciò che ci gira intorno. Data la naturale ambiguità del significato di tale termine, l'autore cerca, tramite l'esposizione di esempi presi dal mondo letterario, di definire un concetto ragionevole e comprensibile di saggezza, indicandola come un attributo naturalmente molto desiderabile ed auspicabile in un project manager e suggerendo una serie di comportamenti e attitudini che possano renderci migliori persone prima ancora che lavoratori.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - April 2023 PM World Journal
    Nell'Edizione di Aprile 2023 del PM World Journal, tra i diversi articoli da parte dei suoi esperti provenienti da ogni parte del mondo, vorremmo evidenziare il contributo del professor Alan Stretton, divulgatore e manager di fama mondiale, che tratta della storia della disciplina del project Management dai primi '900 ad oggi. Di pratiche altamente diffuse nei tempi moderni, la metodologia Kanban e il Risk Register, si occupano due interessanti articoli delle serie scritti rispettivamente da Henny Portman e Martin Hopkinson. Per trovare invece una definizione chiara di ciò che occorre tenere a mente per gestire un progetto di successo, si può fare riferimento all'articolo di Glen B. Alleman. In ultimo, ci è risultato ricco di spunti il commento di Charlotte Kemp su una precisa abilità del Project Manager che può risultare un vantaggio competitivo decisivo nel business turbolento e in costante divenire dei nostri tempi.

    Nel suo trattato, intitolato ”An aggregation of some General Management and associated antecedents of modern project management”, Alan Stretton, ex professore della "University of Technology" di Sidney (Australia) e attualmente docente presso la "University of Management & Technology" negli Stati Uniti , ripercorre la storia delle teorie di gestione aziendale tradizionali dai primi '900 ad oggi, osservando come la pratica di gestione di progetti "trasversali" alle diverse linee funzionali sia stata già da allora gradualmente applicata e inserita nelle modalità operative delle grandi organizzazioni, e come le diverse scuole di pensiero sulla gestione d'impresa abbiano a loro volta influenzato e plasmato lo sviluppo della teoria e delle pratiche del Project Management fino ai nostri giorni.

    Il primo articolo delle serie segnalato è "Kanban in a nutshell", appartenente al filone "Sensemaking in the Agile Forest" rilasciato da Henny Portman, consulente veterano nell'ambito del Project e Program Management. In esso l'esperto olandese fornisce una visione d'insieme delle logiche e delle metodologie alla base dell'ormai famosa, soprattutto in ambito "agile", metodologia Kanban, espone le differenze con la metodologia Scrum e rivela alcune strategie per poter indurre il cambiamento del team da una routine lavorativa all'altra.
    Il secondo è invece l'ultimo estratto dalla serie "Practical Project Risk Management", dell'esperto britannico Martin Hopkinson. In questo articolo, intitolato "Risk Registers: A brief guide", vengono esposte in maniera concisa le principali idee su cui dovrebbe basarsi un "Registro dei Rischi" ottimale, accompagnate da consigli per adattarlo alle diverse situazioni di business e da una lista di errori comuni riscontrati sia nella redazione che nell'ideazione di tale registro.
    Abbiamo ritenuto importante un interessante contributo alla letteratura sul Project Management il breve saggio "5 Immutable Principles of Project Success", in cui il manager statunitense Glen B. Alleman identifica cinque punti fondamentali da definire all'inizio di un progetto e da verificare in maniera dinamica in tutta la sua durata per avere una chiara visione dell'andamento, delle prospettive di successo e per escogitare eventuali aggiustamenti o cambiamenti di rotta in corso d'opera.
    L'ultimo articolo segnalato è il commento di Charlotte Kemp, intitolato "The Futurist Project Manager", in cui si descrive una abilità chiave dei PM di successo, ovvero la capacità di saper "leggere" il futuro, attraverso i dati e i trend attuali, e di poter pianificare in anticipo e costruire un team in grado di poter impattare, fintanto che sfruttare, le circostanze in avvenire. Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - March 2023 PM World Journal
    Nell'Edizione di Marzo 2023 del PM World Journal vorremmo mettere in risalto, tra i numerosi contributi letterari degli editori internazionali, l'ultimo articolo di Harold Kerzner e Al Zeitoun della loro serie "Great Project Management Accelerator". Inoltre, riteniamo un interessante contributo alla letteratura sul Project Management i due articoli offerti dagli esperti di settore Alan Stretton e Patrick Weaver. Altri due articoli delle serie forniscono conoscenze utili applicabili alla gestione di progetti sia pubblici che privati: quelli di Stanislaw Gasik sui programmi d'investimento pubblico e di Oliver Lehmann sui benefici della trasparenza e sul rischio di corruzione nella gestione di un business. Vogliamo inoltre segnalare il punto del nostro Alessandro Quagliarini, che fotografa la situazione attuale delle Associazioni di Project Management nel territorio italiano.

    L'ultimo della serie di articoli della serie "Great Project Management Accelerator", redatta da Harold Kerzner e Al Zeitoun, si intitola "Building Program and Project Management Muscles: The Key to Excellent Operating Models". In esso i due autori riportano la loro visione dell'impresa come un vero e proprio organismo, fornendo un programma di "allenamento" allo scopo di misurare e migliorare le prestazioni e raggiungere gli obiettivi strategici rimanendo tuttavia flessibile e adattabile al cambiamento.
    Alan Stretton, nel suo trattato pubblicato in questa edizione del PMWJ, "Some notes on roles of internal and external project management customers in the "back end" of projects", propone una classificazione dei clienti di un progetto, definendo conseguentemente le modalità operative che coinvolgono i cosiddetti clienti "interni" allo scopo di poter offrire un prodotto finale ottimale al cliente finale.
    Nel suo contributo per questo mese, di stampo fortemente accademico, intitolato "Earned Schedule – the First 20 Years", Patrick Weaver illustra fondamenti logici, metodologia e campo di applicazione e i relativi limiti di applicabilità del concetto di "Earned Schedule" (incorporato nel framework del metodo dell' "Earned Value Management"), utile per calcolare in maniera dinamica la data di completamento di un progetto o di una sua sottofase, dimostrandone la validità anche oggi a vent'anni dalla sua introduzione ufficiale.
    Oliver Lehmann, nell'ultimo articolo della sua serie "Project Business Management", intitolato "Project Business between Transparency and Corruption", tratta la tematica scottante del rischio corruzione e di come questa può influenzare il comportamento di diversi attori nell'ambito del business, creando delle disturbanze anche insormontabili al successo di un'iniziativa progettuale.
    Nell'articolo "Public Policies and Policy Programs", ultimo della serie "Let's Talk About Public Projects" di Stanislaw Gasik, si parla dei programmi politici pubblici, azioni intraprese dai governi che sotto alcuni punti di vista sono assimilabili a grandi progetti, cercando di trovare similitudini e differenze tra la gestione di essi e i tradizionali metodi di gestione di progetti privati.
    Per chi fosse interessato invece alla situazione delle associazioni italiane di Project Management, è senz'altro di interesse il rapporto di marzo fornito nel PMWJ da Alessandro Quagliarini, membro del Consiglio Direttivo di ISIPM, che offre una foto della situazione attuale e un prospetto futuro delle azioni da intraprendere dalle Associazioni di Project Management nel nostro Paese.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - February 2023 PM World Journal
    Nell'Edizione di Febbraio 2023 del PM World Journal vorremmo mettere in risalto, tra i numerosi contributi letterari degli editori internazionali, le intervista al professore Darren Dalcher, divulgatore e manager di fama mondiale, e quella di Yasmina Khelifi al presidente del Chapter francese di PMI, Ricardo Naciff. Inoltre risultano di forte impatto i due articoli di Massimo Pirozzi, membro del Consiglio Direttivo di ISIPM, e di Patrick Weaver. Si segnalano anche l'ultimo articolo della serie di Frank Saladis sulla 'Positive Leadership' e il commento di Alan Stretton, che ci mostra alcuni aspetti di importanza strategica legati al ruolo del Project Management nella “prioritizzazione” dei progetti.

    Nella prima intervista indicata il professor Darren Dalcher dell'università di Lancaster, in Gran Bretagna, che fra le sue qualifiche annovera quella di direttore del National Centre for Project Management nel Regno Unito, spiega l'importanza di andare oltre al management autoritario e accentrato, ponendo l'accento sul valore aggiunto costituito dal team, e sottolinea quindi l'importanza di concetti a volte sottovalutati come la responsabilizzazione, la fiducia e la diversità all'interno di un gruppo di lavoro.

    La seconda intervista, redatta da Yasmina Khelifi , racconta l'esperienza del presidente del Chapter francese delPMI, Ricardo Naciff. L'intervistato, di origine argentina, parla della sua carriera e dell'importanza delle sue attività di volontariato, che lo hanno portato ad acquisire conoscenze e a fare incontri utili ed importanti per raggiungere la sua posizione attuale.

    Massimo Pirozzi, nel suo articolo pubblicato in questa edizione del PMWJ, "Effectively managing negative and neutral stakeholders: a critical challenge", analizza le caratteristiche e i potenziali impatti sugli esiti di progetto dei comportamenti degli stakeholder 'negativi' e 'neutrali', fornendo dei suggerimenti utili in termini di identificazione e gestione delle relazioni efficaci allo scopo di rendere minimo il loro impatto negativo riuscendo anche, talvolta, a coinvolgerli positivamente.

    L'articolo di Patrick Weaver, "Scheduling Challenges in Agile & Distributed Projects", pone in dubbio la validità 'assoluta' del modello fortemente consolidato del Critical Path Method, la cui struttura lineare, intesa come sequenza di azioni consecutive e propedeutiche atte alla realizzazione di un progetto strutturato in fasi, sembra non rispondere con precisione nell'ambito di progetti 'Agile' o 'Distributed' molto diffusi nei settori di Informatica e di Ricerca. La sua critica mira ad aprire la strada al dibattito su nuova forme di organizzazione progettuale in ambienti a maggiore flessibilità. Per l'ultimo della sua serie di articoli chiamata "Positive Leadership in Project Management", Frank Saladis parla dell'evoluzione dei valori fondamentali del nuovo Project Manager, adesso alle prese con le esigenze e le aspettative di una forza lavoro di nuova generazione, con esigenze e visione della vita profondamente diverse da quelle delle precedenti.

    L'ultimo articolo segnalato è il commento di Alan Stretton, intitolato "Some expanded perspectives on project management involvement in the “fuzzy front ends” of projects", che spiega dettagliatamente i benefici strategici e le modalità di coinvolgimento del project management nei processi di 'fuzzy front end', ovvero di selezione e assegnazione di priorità dei progetti.
    Mauro D’Amore, ISIPM Young

  • Project Management News - January 2023 PM World Journal

    Nel Numero di Gennaio 2023 del PM World Journal, vorremmo evidenziare l'intervista di Yasmina Khelifi con il nuovo CEO del PMI, Pierre Le Manh, ed i lavori di Patrick Weaver, Henny Portman, Frank Saladis, Oliver Lehmann, Stanislaw Gasik, Alan Stretton e David Hillson.

    In primo piano l’intervista di Yasmina Khelifi a Parigi con il nuovo CEO di PMI, Pierre Le Manh, che rivela parte della sua visione per il futuro del PMI e ci fornisce un’idea della vita privata e professionale di un manager del suo calibro.

    Patrick Weaver, da Melbourne, ha fornito un altro interessante sguardo all’evoluzione storica del PM in Project Management – A Historical Timeline.

    Henny Portman, dai Paesi Bassi, ha contribuito a “Slicing user stories”, l'ultimo articolo della sua serie su "Sensemaking in the Agile Forest".

    Frank Saladis, da New York, ha proposto ”Creative Change Leadership part 2”, appartenente alla sua serie sulla “Positive Leadership in Project Management”.

    Oliver Lehmann in Germania ha offerto un altro sguardo al “Project Business Management” con il suo nuovo articolo intitolato ”Project Business is not for the Faint of Heart”.

    ”Let’s talk about public projects” è il primo articolo di una nuova serie di Stanislaw Gasik, l'autore del libro “Projects, Government, and Public Policy”.

    Alan Stretton, dall’Australia, è autore di un altro articolo intitolato ”Helping people find career positions which maximise their innate personal strengths as well as their acquired skills”, che offre suggerimenti sia per le persone che per le organizzazioni allo scopo di valorizzare le esperienze personali attraverso l'identificazione dei punti di forza innati.

    ”Risk Energetics: Developing Renewable and Sustainable Risk Management”” è un articolo del “Doctor Risk” David Hillson da Londra, elaborazione di un lavoro da lui precedentemente pubblicato.

    Mauro D’Amore, ISIPM Young