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Con Enrico Mastrofini, presidente dell’Istituto Italiano di Project Management, approfondiamo un tema caldo per la PA, ossia quello della realizzazione dei progetti che portano poi al rilascio di servizi, infrastrutture e quant’altro sia destinato al pubblico. Anche in vista di quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Partiamo da una definizione generale di project management…

Prima di tutto va precisato che il termine ‘project’ significa progetto dal punto di vista dell’insieme delle attività necessarie a raggiungere il risultato del progetto ed è quindi diverso da ‘design’. Il fatto che in Italia invece si usi in entrambi i casi ‘progetto’ ha dato luogo ad alcune incomprensioni sull’effettiva natura del project management laddove in alcune realtà viene scambiato con il lavoro di progettazione, ‘design’ appunto. Detto questo, parliamo di un insieme di metodologie, tecniche e filosofie gestionali volte a gestire un progetto nella sua interezza: dall’avvio alla pianificazione, esecuzione e controllo, fino alla chiusura per arrivare all’obiettivo, il cosiddetto ‘deliverable’, il rilascio. Ecco che il responsabile si deve occupare di tutte queste attività che sono definite nelle metodologie internazionali e riportate in norme come la ISO21500 recepita in Italia come UNI ISO 21500 (recentemente sostituita dalla UNI ISO 21502). Ad essa si collega anche la UNI11648 che dal canto suo definisce i requisiti di conoscenze e competenze che deve possedere il responsabile di progetto con riferimento ai cinque processi di avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura.

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