- Il Progetto
FAQ relative all'area 'Il Progetto' Cosa è un progetto? Un progetto è un insieme di attività complesse e coordinate che hanno come scopo il raggiungimento di un obiettivo. Obiettivo del progetto può essere l’ottenimento di un prodotto, un servizio o un risultato unico e specifico, raggiungibile e definito.
Il PMI (Project Management Institute) definisce un progetto come “un’iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto, un servizio o un risultato con caratteristiche di unicità”. Quali sono le caratteristiche di un progetto? Il progetto, per essere tale, deve rispettare alcune caratteristiche:
- è limitato nel tempo, nel senso che ha una natura temporanea e deve svolgersi tra un inizio e una fine predeterminati, ma non necessariamente vicini;
- è soggetto al vincolo delle risorse disponibili e di un budget finanziario predefinito;
- deve apportare un aumento di valore che incontri le esigenze dell’organizzazione o del cliente e ne soddisfi le aspettative, esplicite ed implicite, in termini di qualità di un risultato unico.
La caratteristica dell’unicità del risultato di un progetto distingue un progetto da un altro e dal lavoro continuativo, tipico di un’organizzazione stabile. Inoltre, un progetto può essere intrapreso a qualunque livello di un’organizzazione e può coinvolgere indifferentemente persone, singole unità organizzative, intere organizzazioni. Una volta terminato, il progetto rilascia le persone che ha coinvolto e le unità organizzative al proprio lavoro.
Le caratteristiche viste rendono un progetto indipendente dal tipo di organizzazione che lo gestisce e dal settore di riferimento in cui quel progetto viene attuato. Cosa distingue un progetto dalle attività operative? I progetti si contrappongono alle attività operative (anche dette attività di funzione, perché espressione del lavoro quotidiano di specifiche funzioni come parti di un organigramma di un’organizzazione), perché queste ultime non sono limitate nel tempo (ma sono piuttosto continuative), non perseguono obiettivi unici e definiti (ma sono ripetitive, ricorrenti e perseguono scopi impliciti), non hanno vincoli di qualità definiti dagli obiettivi (ma garantiscono la conformità agli standard).
Cosa è il triplo vincolo a cui è soggetto un progetto? Un progetto è caratterizzato da diverse variabili di cui tre fondamentali, in competizione tra loro (si dice, infatti, che un progetto sia soggetto al triplo vincolo): tempi, costi e qualità. Ogni movimento in ciascuna delle tre variabili importa delle modifiche ai livelli delle altre (ad esempio, non è possibile ottenere un più alto livello di qualità a parità di tempi, senza aumentare l’impiego delle risorse; non è possibile prescindere da un abbassamento nel livello qualitativo in un progetto laddove si debbano ridurre i tempi a parità di budget…).
- Il Project Management
FAQ relative all'area 'Il Project Management' e 'Il Project Manager' Cosa è il Project Management? Partendo dalla definizione data per il progetto, il Project Management è l’insieme delle attività di conduzione di un progetto, inteso come “l’applicazione di conoscenze, capacità, strumenti e tecniche alle attività di progetto per soddisfarne i requisiti” (PMI – Project Management Institute).
Per l’Associazione Inglese per il PM, l’APM, il Project Management deve essere inteso come: “la pianificazione, l’organizzazione, il monitoraggio e il controllo di tutti gli aspetti di un progetto e di tutte le motivazioni che implicano il sicuro raggiungimento degli obiettivi di progetto entro tempi, costi e criteri di performance prestabiliti”.
In termini più semplici e generali, il Project Management si occupa e preoccupa di creare un sistema tra le varie componenti costituite da risorse umane, loro forme organizzative, altri tipi di risorse e strumenti che, trovandosi insieme per un periodo temporaneamente definito, si volgono a raggiungere obiettivi unici, rispettando vincoli di tempo, costi e qualità e limitandosi nell’utilizzo di risorse scarse.
Il Project Management si realizza nella pratica operativa attraverso la messa a punto e l’integrazione di una serie di processi gestionali, indipendenti ma fortemente correlati gli uni agli altri attraverso lo scambio di dati e informazioni, reso possibile da interfacce predisposte allo scopo.
In termini più operativi, la gestione di un progetto, tra le altre, parte dalla definizione dei requisiti e degli obiettivi del progetto, tiene in conto le esigenze di tutti gli stakeholder (portatori di interessi positivi o negativi) che dal progetto sono influenzati, passa attraverso la continua ricerca di un equilibrio tra vincoli in continuo conflitto (tempi, budget, qualità, gestione risorse, rischi, ecc.).
Chi è il Project Manager? Il Project Manager è colui che “governa” i macro-processi gestionali di
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Avvio
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Pianificazione
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Esecuzione
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Monitoraggio e Controllo
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Chiusura
di un progetto.
E’ anche colui che si rende responsabile dell’interazione tra i differenti processi e della necessaria iterazione degli stessi, dal momento che l’attività di conduzione di un progetto si affina e perfeziona con il tempo, durante l’intero ciclo di vita del progetto stesso (elaborazione progressiva e iterativa del piano di progetto), grazie alla sempre maggiore disponibilità di informazioni e dettagli e di stime più precise.
Da quanto detto, deriva che un piano di progetto è soggetto continuamente a modifiche e perfezionamento durante tutta la durata del progetto stesso.
Come si può diventare Project Manager? Facciamo subito una premessa che possa valere da spartiacque: una persona che non si sente portata all’assunzione di responsabilità e/o che non sia un abile decisore è meglio che non accetti incarichi da Project Manager. Detto ciò, nulla osta a che chiunque possa divenire un bravo Project Manager. Un Project Manager si forma principalmente sul campo, partecipando alla gestione di progetti o gestendo in prima persona progetti più o meno complessi. Un Project Manager che abbia trascorso diversi anni nell’attività di conduzione di progetti avrà appreso nozioni e tecniche, e da queste saprà trarne logiche generaliste, atte a permettergli di condurre qualunque tipologia di progetto. Del resto, anche trovandosi a gestire un progetto in un settore non conosciuto a fondo, potrà sempre “costruire” un gruppo che accolga al suo interno specialisti della materia.
Normalmente al titolo di Project Manager, quando questo è certificato e certificabile attraverso l’ottenimento di un riconoscimento internazionale, si perviene avendo partecipato al lavoro operativo del team di progetto per alcuni anni, avendo appreso le tecniche di comunicazione e interrelazione e le modalità di gestione delle risorse da chi è visto come un riferimento, avendo gestito in proprio progetti vincenti.
La teoria, comunque, ha un grosso peso perché consente di colmare lacune al cospetto delle quali anche in diversi anni di attività non si è avuta l’opportunità di trovarsi e/o di riflettere su argomenti ai quali non si dava il giusto peso (l’esempio classico è quello dell’importanza che riveste negli ultimi anni la comunicazione o la gestione della componente umana delle risorse coinvolte nei progetti, argomenti rispetto ai quali vi è una cospicua produzione di testi da parte della letteratura).
- I Processi
FAQ relative all'area 'I Processi' Quali sono i processi che influenzano maggiormente l’elaborazione progressiva? I tre macro-processi nei quali è più forte l’attività di iterazione sono quelli di
Nella redazione reiterata di un piano delle attività, nell’esecuzione di quanto pianificato e nel controllo di quanto portato in realizzazione, compresa la rilevazione degli scostamenti, si delinea il nucleo delle attività di un Project Manager.
La sua attività comporta anche la messa a punto di interventi di correzione, a fronte di disallineamenti tra quanto previsto nel piano e quanto rilevato dall’avanzamento effettivo del progetto.
Perché è così importante l’attività di integrazione? Pianificare non vuol dire soltanto porre attenzione alla programmazione temporale delle attività (impostazione dell’ordine cronologico delle stesse e individuazione delle interdipendenze), ma considerare al tempo stesso altri aspetti non meno importanti di un progetto, quali i costi, i rischi, la qualità, le esigenze di comunicazione, le necessità di approvvigionamento ed altri aspetti di quelle che prendono il nome di aree di conoscenza.
Tuttavia, l’area più difficile di intervento per un Project Manager, il banco di prova della sua bravura e competenza, è proprio quello dell’integrazione dei differenti elementi di conoscenza di un progetto, necessaria per la produzione del piano completo in tutte le sue parti.
- Le Certificazioni
FAQ relative all'area 'Le Certificazioni'
Quali tipi di certificazioni esistono? Le certificazioni professionali internazionali in tema di Project Management disponibili in Italia sono:
- La certificazione del PMI (Project Management Insistute) che prevede il livello superiore PMP (Project Management Professional) e il livello inferiore CAPM (Certified Associated in Project Management);
- La certificazione IPMA (International Project Management Association) che prevede 4 livelli, dal livello elementare D (Componente del Project Management Team) al massimo livello A (Direttore Progetti);
- La Certificazione PRINCE 2 (Project IN Controlled Environment) che prevede il livello base Foundation (conoscenza della metodologia) e il livello professionale Practitioner (capacità di applicare la metodologia).
Ogni certificazione descritta prevede un numero maggiore o minore (o nullo) di requisiti di ammissione all’esame e livelli differenti di difficoltà, ma in generale tutte le certificazioni sono rivolte a Project Manager professionisti, con qualche anno di esperienza nella gestione di progetti o partecipazione al team di progetto.
Non esiste una certificazione migliore delle altre, la scelta di un percorso di certificazione professionale dipende dalle aspirazioni e dal percorso di carriera seguito di chi desideri ottenere un riconoscimento internazionale.
Cos’è la Certificazione Base ISIPM? La certificazione base ISIPM è un percorso formativo sugli elementi di conoscenza di project management per chiunque voglia iniziare, anche da neofita, un itinerario professionale come project manager.
È rivolta a neolaureati e a componenti di team di progetto, ad assistenti del project manager o a specialisti di specifiche aree di conoscenza di project management (planner, project risk manager, project quality manager, ecc.), a consulenti junior e a docenti e formatori, in generale a chiunque voglia affrontare l’argomento attraverso un impianto metodologico sistematico.
La certificazione non richiede necessariamente una precedente esperienza professionale come project manager, perché propone un viaggio all’interno delle conoscenze base di project management, è esaustiva e completa nella trattazione teorica e sull’ambito conoscitivo trattato vertono le domande d’esame, è coerente con i contenuti delle altre certificazioni internazionali e verso queste attestazioni di più alto livello si attesta come propedeutica, è indicata particolarmente per il mondo universitario, dal momento che contribuisce a ridurre il gap tra la formazione accademica e il vero contesto lavorativo progettuale, è contestualizzata sulla realtà nazionale, facendo riferimento a leggi e normative specifiche del nostro paese in ambito di gestione progetti.
Come si articola lo studio sul testo di certificazione ISIPM? Lo studio per la certificazione verte in prima istanza su 4 gruppi di conoscenza (conoscenze di contesto, tecniche e metodologiche, manageriali di base e comportamentali) e, in seconda battuta, su 36 elementi di conoscenza a ciascuno dei quali è dedicata una scheda argomento che accoglie la definizione, la descrizione, i concetti base e la bibliografia di riferimento.
Per ogni scheda è indicato il grado di approfondimento richiesto al candidato per il superamento dell’esame di certificazione.
Come si svolge l’esame di certificazione? L’esame di certificazione è superato con successo quando si ottiene un risultato del 60% in termini di risposte esatte su un totale di 40 domande. Il tempo a disposizione è di 60 minuti. Le domande sono del tipo “a risposta multipla”, laddove solo una delle quattro risposte proposte è quella esatta.
Durante lo svolgimento della prova d’esame è prevista la supervisione di un Ispettore nominato dall’Istituto. L’elenco degli ispettori accreditati è consultabile in questa pagina.
La certificazione ISIPM ha una scadenza? No, la certificazione ISIPM non ha una scadenza, ha una validità perenne nel curriculum di colui che ha ottenuto il certificato.
Se il certificato rinnova l’iscrizione all’Istituto ISIPM, il suo nome apparirà nell’elenco dei certificati. In caso contrario, il registro non riporterà il nome per tutti gli anni di mancato rinnovo della quota sociale.
Come mantenere le certificazioni internazionali PMI I due livelli di certificazione del PMI (Project Management Institute), PMP (Project Management Professional) e CAPM (Certified Associated in Project Management), hanno una durata temporale e una scadenza.
La certificazione PMP deve essere rinnovata ogni 3 anni e, per mantenerla, occorre dimostrare di aver collezionato 60 PDU (unità didattiche) in questo periodo temporale, partecipando ad attività formative, seminari, convegni. Di norma, una PDU corrisponde ad un’ora di attività a cui si è partecipato. In aggiunta alla maturazione delle PDU, occorre rispettare il codice di comportamento dell’Istituto. In caso di maturazione di un numero maggiore di PDU nell’arco dei tre anni, è possibile, e solo per le PDU maturate nel periodo dei 12 mesi precedenti la scadenza, trasferire al nuovo triennio il numero di PDU eccedente le 60, fino ad un massimo di 20.
Facciamo un esempio. Immaginiamo che il periodo di validità del certificato copra l’arco temporale 01.09.2010 – 31.08.2013. Se nel periodo 01.09.2010 – 31.08.2012 venissero maturate 65 PDU, non si potrebbe trasferire al triennio successivo (01.09.2013 – 31.08.2016) la validità delle 5 PDU eccedenti. Se nel periodo 01.09.2012 – 31.08.2013 venissero maturate ulteriori 14 PDU, queste potrebbero essere valide per il triennio successivo (01.09.2013 – 31.08.2016). Quanto trasferito al triennio successivo non può superare le 20 PDU.
La certificazione CAPM ha una validità di 5 anni. Per rinnovarla, al termine del periodo, occorre sostenere nuovamente l’esame o accedere all’esame per la certificazione PMP, se nel frattempo sono maturati i requisiti per l’ammissione.
Come si registrano le PDU sul sito PMI? Per rendere più semplice la procedura di registrazione delle PDU per il mantenimento della certificazione PMP, ISIPM ha sviluppato un insieme di istruzioni guidate che potete “scaricare” da questo link.
Come maturare PDU con ISIPM ISIPM è R.E.P. – Registered Education Provider per il PMI. Può, cioè, organizzare eventi ed incontri su temi del Project Management e far maturare PDU ai certificati PMI che vi partecipano in veste di spettatori. La possibilità di accedere agli incontri è di norma gratuita per i soci in regola con la quota di iscrizione annuale ad ISIPM. Gli incontri si svolgono solitamente a Roma, presso strutture che mettono a disposizione di ISIPM gli spazi necessari.
Gli incontri sono in numero di 6/7 ogni anno e permettono la maturazione di circa 20 PDU annue, favorendo così l’aggiornamento previsto dal PMI per tale arco temporale.
- La Formazione
FAQ relative all'area 'La Formazione' Chi può erogare corsi di formazione mirati alla certificazione ISIPM?
Per entrare a far parte dell’elenco dei Docenti Certificati è necessario far pervenire all’Istituto domanda redatta su apposito modulo.
Una commissione all’uopo costituita valuterà il curriculum, l’esperienza e i titoli del richiedente e deciderà di accreditare il docente, anche previo un suo coinvolgimento teso a valutare caratteristiche, conoscenze e capacità didattiche.
Una organizzazione interessata ad effettuare corsi volti alla preparazione per il sostenimento della certificazione ISIPM (tramite un Atto di intesa con l’Istituto), deve ottenere un accreditamento all’insegnamento e coinvolgere nella formazione docenti certificati dall’Istituto ( maggiori informazioni).
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